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sabato 2 Marzo 2024
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Abitare sociale, in Puglia condomini solidali per fragili e donne vittime di violenza – VIDEO

Avviare progetti pilota per favorire l’inclusione sociale di persone in condizione di maggiore fragilità economica e sociale, tra cui famiglie con persone disabili, coppie di anziani soli, nuclei monogenitoriali, persone singole in età avanzata, nuclei di immigrati regolari, donne vittime di violenza.

Questo l’obiettivo dell’avviso pubblicato dall’assessorato alle Politiche abitative – e condiviso con l’assessorato al Welfare – concentrato sull’abitare sociale e i condomini solidali.

«La politica che stiamo perseguendo parte da una conoscenza profonda delle cicatrici sociali che si sono aperte con le ultime crisi economiche, tra cui l’impoverimento del ceto medio, dovuto a eventi che minano gli equilibri familiari, con il conseguente aumento di persone in condizione di fragilità», evidenzia l’assessora regionale alle Politiche abitative e all’ambiente, Anna Grazia Maraschio.

Con la manifestazione di interesse per la presentazione di progetti pilota di coabitazione sociale e di condomini solidali, la Regione intende dare seguito alle attività già implementate dall’assessorato alle politiche abitative per la promozione dell’abitare sociale. La manifestazione di interesse è rivolta ai Comuni, anche in accordo con gli enti del terzo settore e gli altri enti mutualistici e senza fini di lucro, tra i quali le Cooperative di comunità, con le Arca e con le Agenzie sociali per la casa, per il finanziamento di progetti sperimentali di coabitazione sociale e di condomini solidali.

Alla manifestazione di interesse approvata lo scorso anno hanno partecipato diversi Comuni, e quelli ritenuti ammissibili sono stati finanziati.

Verranno predisposte due graduatorie dei progetti ammissibili che resteranno in vigore per il triennio 2023-2025. La dotazione finanziaria prevista è di 105.600 euro per l’esercizio finanziario 2023 e di 250mila euro per gli esercizi finanziari 2024 e 2025. Per ciascun progetto pilota potrà essere richiesto un contributo massimo di 25mila euro.

«Puntiamo su un abitare “sociale” teso alla condivisione di servizi collettivi, alla collaborazione tra gli abitanti e ad incentivare il senso di comunità, coinvolgendo gli enti del terzo settore, con un occhio di riguardo verso le persone più fragili, a rischio emarginazione», sottolinea l’assessora al Welfare, Rosa Barone. «È nostro dovere morale prima ancora che istituzionale, fare in modo che le nostre misure rappresentino un’opportunità per chi rischia di non averne», conclude.

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