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sabato 2 Marzo 2024
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Architetti pugliesi contro il condono: «Viola la Costituzione, il Governo deve impugnarlo»

«È servita l’urbanistica “à la carte”, peggio dei Piani casa che prevedevano fabbricati in aperta campagna o appartamenti nelle zone industriali». Così il mondo professionale di ingegneri, architetti e geometri pugliesi boccia senza appello il condono made in Puglia infilato nelle pieghe del bilancio approvato tre giorni fa.

Un vero e proprio colpo di mano che rischia di creare scempi in ogni dove sanando abusivismi ed ecomostri. Una follia giuridica in una materia in cui è prevista la legislazione esclusiva dello Stato, riscrivendo peraltro il testo unico sull’edilizia paragonabile ad una scrittura sacra. Non a caso la Corte costituzionale s’è espressa in tal senso tarpando le ali alla creatività delle regioni. «L’ennesima sgangherata modifica a una norma nazionale, il dpr 380/2001, che speriamo venga impugnata dal Governo e successivamente dichiarata incostituzionale dalla Suprema Corte», è quanto dichiarano Cosimo Damiano Mastronardi, presidente dell’Ordine degli architetti di Bari, il professor Nicola Martinelli, presidente di Urban@it, e l’ingegner Francesco Rotondo, presidente dell’Istituto nazionale di urbanistica.

L’ennesima “perla di edilizia creativa” partorita dai legislatori regionali da sempre attirati dalle “forzature” in materia edilizia. «L’ultima modifica arriva dopo anni di proroghe del Piano Casa – sostengono i tre professionisti – che ha causato un caos amministrativo a causa delle diverse pronunce della Corte costituzionale; dopo l’approvazione, questa estate, di una norma che autorizzava i parcheggi in aree costiere in barba a qualsiasi autorizzazione paesaggistica e ambientale, anch’essa impugnata dal Governo; dopo l’approvazione nella legge di bilancio l’anno scorso di una norma che consentiva la concessione delle dune costiere ai balneari, oltre che alla legge che consente l’ampliamento per attività produttive connesse ad agricoltura con indice Iff=0,1 mc/mq invece di 0,03 attualmente in vigore».

Una sequenza di “obbrobri” da far accapponare la pelle. «Sembra che il potere legislativo regionale non abbia più vergogna di approvare norme palesemente incostituzionali a scapito dell’interesse collettivo, del paesaggio e dell’ordinato governo dei territori», dichiarano i tre presidenti. «Questo di inserire nella legge di bilancio previsionale norme del tutto estranee alla materia finanziaria è diventata una moda in via Gentile. Senza passare dal confronto di merito con le organizzazioni professionali in Commissione prima, senza rispettare il parere degli uffici regionali, i consiglieri sembrano interessati solo ad un passo falso del Governo che, se non dovesse impugnare la norma che modifica il dpr 380, lascerebbe spazio alla sanatoria di edifici conformi solo allo strumento urbanistico comunale attuale, e non più alla doppia conformità, ovverosia conformità rispetto allo strumento attuale e allo strumento vigente all’atto dell’abuso».

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