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venerdì 1 Marzo 2024
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Autonomia, migranti, scuola e sanità. A Bari sit-in di associazioni e sindacati: «Il Governo penalizza il Sud»

Il dissenso contro le politiche portate avanti dal Governo targato Giorgia Meloni sono state al centro della protesta portata avanti ieri mattina da sindacati, associazioni e movimenti davanti all’ingresso Orientale della Fiera del Levante. Mentre il ministro e vicepremier Matteo Salvini saliva sul palco del centro congressi per inaugurare la Campionaria. Al presidio hanno partecipato realtà come ANPI Bari, Comitati per la Pace di Bari, ConvochiamociperBari, La Giusta Causa, LINK, Partito Comunista Italiano Puglia, Rifondazione Comunista Puglia, UDS, Zona Franka. Una mobilitazione che ha voluto anticipare quella nazionale dal titolo “La via maestra, insieme per la Costituzione”, in programma in piazza a Roma il prossimo 7 ottobre.

«Autonomia differenziata, presidenzialismo, attacco all’indipendenza della magistratura, corsa al riarmo, inasprimento delle politiche di respingimento dei migranti, cancellazione del reddito di cittadinanza, tagli al sistema scolastico e alla sanità pubblica. Sono solo alcune delle leve – spiegano i manifestanti – sulle quali il Governo sta agendo, mettendo a rischio l’equilibrio Costituzionale». Non ha dubbi Gennaro Cifarelli, coordinatore di Link Bari. «Abbiamo aderito a questo presidio chiamato dal sindacato in preparazione alla manifestazione nazionale del l7 ottobre per esprimere la nostra contrarietà alle politiche governative che ledono i diritti delle fasce più deboli e giovani della popolazione». Un vero e proprio “furto” del futuro causato da scelte politiche che i manifestanti definiscono quantomeno azzardate. «Il progetto sull’autonomia differenziata rischia di mettere a repentaglio l’unità reale del Paese – continua – e l’uguaglianza sostanziale dell’Italia: chi nascerà al Sud avrà ancora meno possibilità di realizzarsi e di conseguire una piena formazione rispetto a chi nasce nelle regioni settentrionali. Non si può creare un sistema Paese a due velocità che già è in essere». Chiare anche le richieste che i manifestanti hanno avanzato al ministro Matteo Salvini, al quale avevano chiesto di essere ricevuti in delegazione per discutere in prima persona, ma rimasta senza risposta. «Vogliamo più investimenti sull’istruzione pubblica, sulla scuola e sull’università. Chiediamo un sistema di accesso al mercato del lavoro che ci permetta realmente di costruire il nostro futuro all’interno dei nostri territori senza dover per forza andare via».

Le proteste non si fermeranno all’inaugurazione della Fiera: il prossimo 14 settembre gli studenti manifesteranno sotto la sede dell’Adisu Puglia per protestare contro il caro degli affitti e la mancanza di alloggi per i fuori sede. Emergenza nazionale portata all’attenzione delle cronache lo scorso maggio con gli studenti che hanno montato le tende davanti alla principali città italiane tra cui Bari.

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