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giovedì 13 Giugno 2024
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Bari avanti con Iachini ma i numeri lo inchiodano. Decisiva la gara di Como?

L’autorete rocambolesca di Maiello dopo soli 50 secondi di gara. Il caos tattico. Il nervosismo in campo, in forma di harakiri. L’atteggiamento incredibilmente remissivo mostrato in occasione del gol del raddoppio subìto. La panchina eccellente del “re” d’oro del mercato di gennaio, scavalcato da un Primavera. Il volto trafelato di Iachini. Le lacrime compassionevoli a fine gara del capitano Di Cesare. Sono i tratti più significativi, ma anche inquietanti, della pesantissima sconfitta del Bari contro la Cremonese, che sancisce la crisi nerissima della squadra pugliese, apparsa sempre più smarrita e impaurita, da ieri risucchiata in zona playout. È l’effetto dell’undicesimo ko stagionale, quarto al San Nicola, quinto nelle ultime 7 partite, al termine delle quali i biancorossi hanno racimolato il poverissimo bottino di 2 punti. Alla faccia dell’agognato cambio di passo, per il momento solo figlio metafisico di proclami velleitari, all’insegna dell’utopia.

Iachini peggio di tutti

Sembra incredibile, ma è così. Il rendimento sotto la gestione del tecnico marchigiano è maglia nera nel confronto con Mignani, prima, e Marino, dopo. Il 59enne di Ascoli Piceno dopo le due vittorie effimere con Lecco e Feralpisalò al San Nicola ha incassato 5 sconfitte, conquistando solo due pareggi nelle successive 7 partite, per un totale di 8 punti. Nelle sue ultime 9 gare Marino, pur tra alti e bassi, aveva portato a casa 9 punti, frutto di 2 vittorie, 3 pareggi e 4 sconfitte. Proprio dopo le ultime due cadute la società biancorossa aveva deciso di sollevare il 61enne di Marsala dalla guida della prima squadra, facendo subentrare Iachini. Chi ad oggi, secondo alcuni sorprendentemente, risulta aver fatto meglio di tutti è il bistrattassimo Mignani, che ha chiuso il suo ciclo di 9 gare con 10 punti, per effetto di una vittoria (con la Cremonese), 7 pareggi e una sola sconfitta, che, vale sempre la pena di ricordare, avvenne al Tardini contro il Parma, oggi saldamente capolista della serie B. Anche in termini di differenza reti il neo allenatore del Palermo (che ieri ha debuttato con un pareggio casalingo per 2-2 con la Sampdoria) lascia in eredità le statistiche più solide: 8 reti segnate, altrettante subite. Identico il dato per Iachini e Marino, entrambi con una differenza reti di -4, con 8 gol realizzati e 12 al passivo in 9 partite.

Il confronto tra De Laurentiis e Polito

Al termine della debacle contro la squadra allenata da Stroppa lungo confronto, fino a tarda serata, tra il presidente del Bari e il direttore sportivo, all’interno dello stadio San Nicola. Nonostante i numeri inchiodino Iachini la società ha deciso di rinnovare la fiducia all’allenatore marchigiano, assente in sala stampa dopo la gara, ufficialmente a causa di un attacco influenzale. Di certo il club sta riflettendo su come individuare le soluzioni per uscire da una crisi che appare sempre più cronica e irreversibile. Procedere al terzo avvicendamento in panchina, oltre a rappresentare un record negativo per la storia del Bari, non farebbe altro che confermare come i problemi siano totalmente ascrivibili ai limiti tecnici e caratteriali della squadra. C’è poi un fattore da considerare: in caso di licenziamento o di addio bisognerebbe individuare una opzione realmente percorribile, dato che mancano solo 6 gare al termine della stagione regolare; una figura sulla carta forte, autorevole e credibile, anche all’interno dello spogliatoio, tale da potersi confrontare con un contesto che appare oggi totalmente allo sbando, in preda a demotivazione e frustrazione. La gara esterna contro il Como, in programma sabato alle 14, sarà, con ogni probabilità, l’ultima chance per Iachini. Luigi De Laurentiis intanto è rimasto a Bari per seguire da vicino l’evolversi della terza crisi tecnica della stagione.

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