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giovedì 20 Giugno 2024
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Bari città della solidarietà, il report: nove persone su 100 sono volontari

Il capoluogo pugliese si conferma una città a forte vocazione solidale: sono circa 24.100 i volontari impegnati su tutto il territorio cittadino. In proporzione, svolgono attività benefiche quasi 9 persone su 100 fra i cittadini che hanno più di 14 anni. Le cifre emergono dal rapporto “Sussidiarietà e…sviluppo sociale”, realizzato dalla Fondazione per la Sussidiarietà (Fps), in collaborazione con l’Istituto nazionale di statistica, presentato pochi giorni fa nel dipartimento di Giurisprudenza dell’Università degli studi di Bari Aldo Moro. Al momento di condivisione hanno partecipato tra gli altri il presidente di Confindustria Puglia Sergio Fontana, il commissario straordinario del governo della Zes Adriatica interregionale Puglia-Molise, Manlio Guadagnuolo, e il sindaco di Bari, Antonio Decaro. Il dossier, mostra che la cultura sussidiaria contribuisce al benessere collettivo: partecipare ad attività sociali e di volontariato migliora la qualità della vita, facilita la ricerca di un lavoro e riduce il rischio di povertà.

Scendendo più nello specifico dei dati forniti da Fsp e Istat, si può notare come il Terzo settore sia un ambito ampiamente diffuso e vitale in tutta Italia, ma con caratteristiche che cambiano molto da territorio a territorio e che generano una presenza e un impatto non omogenei a livello locale. La Puglia, ad esempio, è una tra le regioni del Mezzogiorno che hanno registrato l’aumento più marcato negli anni del numero di dipendenti impiegati nel settore, con un +3,5% (nel periodo 2015-2019).

Per quanto riguarda Bari, è stato tracciato, invece, un profilo dei volontari attivi sul territorio: questi hanno in media tra i 45 e i 64 anni, il 51% sono uomini e il 49% donne, e i due terzi di loro sono diplomati o laureati. Fra le persone in buone condizioni economiche quasi una su quattro fa volontariato, ma l’impegno è forte anche fra chi ha una situazione più modesta (10%) o è disoccupato, pensionato o casalinga (10%). «Le attività portate avanti quotidianamente dalle associazioni del privato sociale e dal mondo del volontariato a sostegno delle persone più fragili è fondamentale, tanto più in una città di media grandezza come Bari – aveva spiegato il primo cittadino Antoni Decaro a commento dei risultati del rapporto – Lo abbiamo sempre saputo, ma ne abbiamo avuto conferma durante la pandemia e i primi lockdown. Senza il loro prezioso contributo l’amministrazione comunale non potrebbe mai farcela da sola».

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