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domenica 25 Febbraio 2024
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Bari, il Piano delle Opere pubbliche sotto la lente: «È un libro dei sogni disastroso e irrealizzabile»

Ha ancora pochi giorni di vita alle spalle, nemmeno 48 ore, eppure il Piano triennale delle Opere pubbliche dell’amministrazione Decaro, approvato lunedì dal Consiglio comunale, è già nell’occhio del ciclone politico. Molti i punti contestati dalle opposizioni, a partire dal mancato coinvolgimento del Consiglio fino agli interventi nelle periferie, o nei mercati rionali, considerati «poco coraggiosi».

La programmazione

«La minoranza non è stata coinvolta nella fase gestionale del piano – commenta Pasquale Di Rella – e questo giustifica, dal punto di vista politico, il mio essermi astenuto dal voto».

Il rischio “paralisi”

Il Piano prevede 420 interventi distribuiti nel triennio 2023/2025, il 62% dei quali da realizzare solo quest’anno. «Parliamo, nella maggior parte dei casi – commenta Antonio Ciaula (FdI) – di grandi opere che rischiano di paralizzare definitivamente il capoluogo». Dello stesso parere anche Pino Monaco (Lega): «In questa città manca un coordinamento tra gli interventi, che vengono realizzati senza una logica. Già ora, tra i cantieri pubblici e quelli del Superbonus la mobilità è compromessa, figuriamoci se il Comune dovesse avviare 262 cantieri in, ormai, dieci mesi». Prova ne è, per il consigliere leghista, ciò che sta accadendo al Quartierino. «Tra sensi di marcia invertiti e carreggiate ristrette, il Piano triennale, privo di un preciso coordinamento, rischia di replicare il “disastro Quartierino” in tutta la città».

I mercati

Nel Piano, una voce è dedicata alla riqualificazione dei mercati cittadini, per un importo complessivo di circa 4milioni di euro. «Poco coraggio – commenta Ciaula – soprattutto tenendo conto che del Maab o del Moi, che il centrosinistra ha sventolato come vittorie, non c’è ancora traccia. I mercati rionali sono fatiscenti, e così li si rendono poco attraenti sia per i turisti che per i residenti».

La sicurezza

Nel Piano approvato, alla voce “pubblica illuminazione e videosorveglianza”, è prevista l’installazione di videocamere di sicurezza, assieme a led, efficientamento energetico, connettività e quadri di controllo. Sul tema, interviene Monaco: «C’è una gang che terrorizza gli utenti del parco degli Aquiloni. Forse sarebbe meglio aumentare il numero delle telecamere previsto, cercando di dirottare la polizia municipale dal fare le multe a controllare la città».

Le periferie

«Dal Piano – commenta Ciaula – è chiaro che l’amministrazione Decaro intende continuare a rendere il centro la sua bella cartolina. Le periferie, però, rimangono le grandi escluse, dato che non è previsto alcun tipo di intervento finalizzato a legare i territori tra di loro».

La carenza d’organico

Una gran parte dei fondi con cui si finanzieranno gli interventi inseriti nel Piano proviene dal Pnrr, che, pur non avendo limiti di spesa, ha precisi vincoli temporali da rispettare. «Il sindaco, però – commenta Monaco – ha sempre lamentato la carenza d’organico, ragion per cui mi chiedo se sia possibile ultimare tutte queste opere entro il 2026. Per questo, mi sembra più un bilancio elettorale». Per sopperire alla carenza di personale, Di Rella auspica che Bari, assieme ai Consigli comunali d’Italia «approvi un ordine del giorno per chiedere al Governo l’assunzione di nuovi tecnici, a tempo indeterminato». Infine, in qualità di vicepresidente del Consiglio, il capogruppo della Lega Pino Viggiano indica la strada che l’aula Dalfino dovrà intraprendere. «Il Consiglio vigilerà attentamente sull’operato dell’Amministrazione – commenta Viggiano – affinché gli impegni presi con i cittadini vengano rispettati».

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