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venerdì 23 Febbraio 2024
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Casamassima, volevano pilotare il concorso. Il giudice: «Reati prescritti»

Le minacce perché ritirasse la determina e lasciasse loro più libertà nell’assunzione di nuovi vigili urbani. Una brutta vicenda avvenuta nel 2014, ma che per il troppo tempo trascorso nelle diverse aule giudiziarie, è finita in prescrizione.

«O revochi o subirai le inevitabili conseguenze»: così le dicevano, secondo la procura di Bari, l’allora sindaco di Casamassima Domenico Birardi, e i suoi assessori Luigi Petroni, Vito Reginella, Paolo Montanaro, Valentina Franchini. I cinque, assieme al segretario generale dell’ente, Anna Maria Punzi, secondo la pm Luciana Silvestris, avrebbero minacciato un pubblico ufficiale, la responsabile del servizio Affari generali del Comune di Casamassima, che aveva affidato ad una società la gestione in economia dei servizi inerenti le prove di preselezione per la graduatoria (finalizzata all’assunzione a termine) di agenti di polizia municipale a Casamassima e Cellamare. In numerose occasioni, secondo la procura, l’avrebbero minacciata perché ritirasse la determina e, ottenendo un rifiuto, avrebbero detto: «Questa mi ha rotto i coglioni, licenziamola». Per questo, erano accusati di minacce a pubblico ufficiale con l’aggravante di aver commesso il fatto con abuso di autorità e relazioni di ufficio, nonché violazione dei doveri inerenti alla qualità di sindaco.

Ma non solo. Secondo l’accusa, avrebbero anche usurpato le attribuzioni della donna, adottando una successiva determina nella quale stabilivano di “rinunciare allo svolgimento della prova preselettiva” prevista per la graduatoria. “Così incidevano – secondo la procura – nella gestione delle procedure di concorso”.

Ma i fatti, avvenuti tutti nel 2014, sono ormai finiti nel calderone della prescrizione. E quindi il giudice Giovanni Abbattista non ha potuto fare altro che dichiarare il non doversi procedere per Domenico Birardi (assistito dall’avvocato Vincenzo De Michele), Luigi Petroni (difeso dall’avvocato Davide Bellomo), Vito Reginella (difeso dall’avvocato Antonio La Scala), Paolo Montanaro (con l’avvocato Donato Dalfino), Valentina Franchini (difesa da Michele Davide Campobasso) e Anna Maria Punzi (assistita dall’avvocato Massimo De Lorenzis).

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