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domenica 21 Luglio 2024
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Commissione ispettiva a Bari, il Viminale: «La nomina non è avvenuta in tempi record»

La nomina della commissione di accesso al Comune di Bari non è avvenuta in tempi record. Lo precisano fonti del Viminale.

«Con riferimento alla vicenda dell’accesso ispettivo presso il Comune di Bari si precisa che il 26 febbraio è stata data esecuzione a provvedimenti cautelari a carico di 137 persone – sottolineano le fonti -. La prefettura di Bari, lo stesso giorno, ha comunicato al ministero dell’Interno gli arresti domiciliari di una consigliera del Comune, e il giorno successivo ha inviato note integrative fornendo ulteriori elementi informativi. Il 4 marzo il Viminale, a fronte dei gravi elementi emersi dall’indagine giudiziaria, tra i quali il commissariamento ai sensi del Codice antimafia dell’Amtab, azienda partecipata al 100% dal Comune», ha chiesto «al Prefetto del capoluogo di avviare una specifica attività di monitoraggio, sui cui esiti lo stesso riferiva con nota del 15 marzo, chiedendo di valutare il conferimento della delega per l’esercizio del potere di accesso ispettivo».

Il prefetto di Bari, «nell’esercizio della delega poi conferitagli», spiegano le fonti, il 22 marzo ha nominato la Commissione di accesso, «dopo 25 giorni dall’esecuzione dei provvedimenti cautelari. Non si tratta quindi di tempi record – precisano fonti del Viminale -. In casi analoghi, a fronte di rilevanti operazioni giudiziarie che hanno interessato altri Comuni, le tempistiche sono state in alcuni casi anche più brevi».

Dal Viminale ricordano che «per Anzio e Nettuno, al tempo entrambi guidati da giunte di centrodestra, l’accesso fu disposto il 21 febbraio 2022, dopo soli 4 giorni dall’esecuzione di ordinanze di custodia cautelare nell’ambito della cosiddetta operazione Tritone. A Lamezia Terme – proseguono – l’accesso fu disposto il 1 giugno 2017, dopo appena 9 giorni da un’operazione giudiziaria eseguita il precedente 23 maggio. Anche questo Comune era guidato da una giunta di centrodestra. L’accesso a Reggio Calabria fu disposto il 12 gennaio 2012, a 22 giorni da una vasta operazione giudiziaria».

Nel corso del mandato di Piantedosi, affermano ancora, «in cui sono stati già sciolti per infiltrazioni mafiose 15 Comuni (4 di centrodestra, 3 di centrosinistra e 8 liste civiche), sono stati disposti accessi nel termine di 14 giorni per Melito di Napoli (Napoli) e Moio Alcantara (Messina), 15 giorni per Rende (Cosenza), 21 giorni per Castiglione di Sicilia (Catania) e 24 giorni per Sparanise (Casera) – fanno sapere le stesse fonti -. Senza considerare il comune di Caivano per il quale è stato disposto lo scioglimento diretto, senza accesso ispettivo».

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