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venerdì 1 Marzo 2024
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Discarica Ferlive a Bitonto: dopo la bocciatura del Tar, la società si rivolge al Consiglio di Stato

Ricorso al Consiglio di Stato per annullare e magari invertire la decisione del Tribunale amministrativo regionale (Tar), che due mesi fa ha dato un no secco all’Autorizzazione integrata ambientale (Aia) per la realizzazione della discarica in contrada Colajanni, a Bitonto.

È l’ultimo capitolo della vicenda Ferlive che da quasi un decennio, tra primo tentativo e secondo tentativo, sta tenendo col fiato sospeso la città a nord di Bari ma anche parte dell’hinterland. La società, allora, tenta l’ultima carta in un periodo sicuramente non facile in quanto, oltre al diniego della discarica da parte dei giudici amministrativi pugliesi, dalla Regione Puglia è arrivato un pre-rigetto sul Provvedimento autorizzatorio unico regionale (Paur) per poter smaltire altre tipologie di rifiuti, oltre a quelli speciali non pericolosi.

La decisione di Ferlive è arrivata nelle scorse ore e, in particolare, nell’ultimo giorno disponibile per poter presentare il ricorso. Gli ambientalisti non sono stati colti di sorpresa, anche se, visti i tempi impiegati, speravano non capitasse. Ma sono (sempre) pronti alla battaglia. «Attendiamo di conoscere al più presto la data dell’udienza – sottolineano dal comitato “Ambiente è vita” -, certi che la nostra amministrazione è pronta per contrastare ancora una volta la realizzazione della discarica nel nostro territorio. Noi saremo al suo fianco e ci difenderemo nelle sedi opportune, come abbiamo già fatto in passato, rappresentati egregiamente dalla nostra avvocatessa Rossella Chieffi. Un po’ ce lo aspettavamo. La Ferlive ha presentato appello senza chiedere la sospensiva e si dovrà aspettare un tempo non definito».

«Dalla lettura sommaria delle motivazioni del ricorso – spiega, invece, un referente di “Italia Nostra” – siamo fiduciosi che il Consiglio di Stato non potrà che confermare la sentenza del Tar. Siamo delusi, invece, dalla Città metropolitana che, all’indomani della pronuncia dei giudici amministrativi, avrebbe dovuto concludere l’iter amministrativo con una revoca in autotutela dell’Aia (da lei stessa concessa a novembre 2022, ndr) e di tutti gli atti amministrativi connessi, ma così non è stato».

Anche dal Comune sono pronti a riaffilare le armi. «Noi continueremo nella nostra battaglia – afferma il sindaco Francesco Paolo Ricci -, seguendo una linea di massima fermezza con le azioni già poste in essere, con le realtà associative che si sono costituite in giudizio. Fermo restando gli aspetti di natura tecnico-giuridica-processuale ora al vaglio dei consulenti legali del Comune, la linea è che continueremo con fermezza a respingere. Confidando in un ottimo provvedimento di 1° grado favorevole al Comune, che non lasciava molto spazio a dubbi».

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