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sabato 2 Marzo 2024
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Incendio nel Centro clinico del carcere di Bari: intossicati agenti e detenuti. Le fiamme per un corto circuito

Un incendio si è sviluppato, stamattina, all’interno del carcere di Bari.

Le fiamme, prontamente domate dai vigili del fuoco, si sono sviluppate nella cella del Centro clinico, che è andata completamente distrutta.

Grave intossicazione ma nessuna ustione

Nove le persone intossicate: si tratta di 5 detenuti e 4 agenti di polizia penitenziaria, alcuni dei quali trasportati in codice rosso al Policlinico.

Hanno riportato una grave intossicazione da fumo, ma non presentano ustioni sul corpo, e sono attualmente in trattamento con ossigeno ad alti flussi.

Altri due detenuti sono invece stati trasportati in ambulanza agli ospedali Di Venere e Mater Dei.

L’Osapp: «Provocato da un corto circuito». Il Sappe: «Detenuti su sedia a rotelle salvati dagli agenti»

Sarebbe stato un corto circuito a provocare l’incendio nel centro clinico del carcere di Bari, causando l’intossicazione di cinque agenti di polizia penitenziaria (giunti al Policlinico con mezzi propri) e di tre detenuti, trasportati in codice rosso – per le inalazioni – al Policlinico e agli ospedali Di Venere e Mater Dei.

A comunicarlo è l’Osapp, l’Organizzazione sindacale autonoma di polizia penitenziaria, in un comunicato a firma del segretario regionale pugliese, Ruggiero Damato.

«Solo il pronto intervento della polizia penitenziaria ha evitato il peggio e messo in sicurezza il reparto», si legge nel comunicato sindacale.

Sulla vicenda è intervenuto anche il Sappe, il Sindacato autonomo di polizia penitenziaria, che denuncia «la gravissima situazione presente proprio presso il centro clinico» del carcere di Bari «in cui a fronte di 25 posti disponibili, sono presenti nel penitenziario barese più di 100 detenuti con gravissime patologie» che, «non trovando posto nella struttura medica, sono stati alloggiati nelle sezioni detentive dove la situazione igienico sanitaria è molto precaria».

Il sindacato sottolinea come nel tempo sia stato chiesto l’intervento della politica, dei responsabili dell’Asl di Bari, della magistratura e del garante dei detenuti, ma che queste denunce siano «cadute nel vuoto». E oggi, scrive sempre il Sappe, «tra il fuggi fuggi generale, alcuni detenuti su sedia a rotella sono rimasti bloccati senza alcuna possibilità di potersi salvare, se non grazie all’intervento di alcuni poliziotti che hanno messo a rischio la propria pelle per prendere in braccio i detenuti e portarli in salvo».

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