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giovedì 23 Maggio 2024
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La Xylella “fastidiosa fastidiosa” nel barese: giù 76 piante nel capoluogo, a Capurso e Triggiano

La Xylella fastidiosa sta sempre più minacciando le colture di Bari. L’osservatorio fitosanitario della Regione Puglia ha emanato un provvedimento per l’eradicazione di 76 alberi, di vario genere, che sono stati identificati come infetti dal vettore. In Puglia sono presenti aree, con presenza del batterio, delle tre sottospecie di Xylella fastidiosa riconosciute, fastidiosa, pauca e multiplex.

La Xylella è la causa del “disseccamento rapido”, una malattia che se colpisce gli ulivi li porta a non produrre più olive e a morire in poco tempo. Si trasmette da un albero all’altro grazie ad alcuni insetti vettori, e principalmente attraverso il Philaenus spumarius, noto con il nome comune di “sputacchina”. La sua storia è abbastanza recente.

È stato ricostruito che il batterio arrivò in Salento, nel sud della Puglia, nel 2008, trasportato da una pianta di caffè proveniente dal Costa Rica.

Della sua presenza ci si è accorti solo undici anni fa, nel 2013, quando in Salento molti ulivi cominciarono a morire per il disseccamento rapido, per cui non esiste una cura.

Da allora il batterio ha continuato a diffondersi verso nord e negli ultimi due anni è arrivato in provincia di Bari. Il Cnr, laboratorio accreditato per la mappatura delle piante infette, ha indicato la presenza del vettore in piante dell’agro di Triggiano, Capurso e Bari.

Si tratta di 50 piante di mandorlo, 40 su Triggiano e 10 su Capurso, 4 piante di ciliegio, 2 per il territorio di Triggiano e 2 su Capurso e 19 piante di vite, 10 a Triggiano e 9 Capurso e due ulivi nel territorio di Bari.

Innova Puglia spa, società controllata dalla Regione Puglia per la programmzaione strategica a sostegno dell’innovazione Ict, Information and tecnologies, sulla base delle coordinate geografiche rilevate dagli ispettori e assistenti Fitosanitari, hanno fornito all’Osservatorio fitosanitario le informazioni catastali dei terreni sui quali insistono le piante infette.

Per i 56 proprietari dei terreni, sui quali insistono gli arbusti che sono stati attaccati dal vettore, è arrivata la comunicazione di procedere immediatamente all’eradicazione, onde evitare che la xylella possa diffondersi anche alle piante sane. Nell’applicazione delle misure di eradicazione, non si procederà all’estirpazione di piante di olivo, in quanto tale specie non è suscettibile a Xylella fastidiosa sottospecie fastidiosa.

Per i 56 contadini, ai quali l’Osservatorio ha inviato comunicazione, ci sarà tempo massimo dieci giorni per mettere in pratica l’odinanza. Immediata la protesta dei proprietari, che si vedono costretti a sobbarcarsi i costi dell’eradicazione, in attesa del rimborso.

«Ci sentiamo lasciati soli – fanno sapere – è ora che la Regione ci dia degli strumenti, diversi dall’eradicazione, per debellare la malattia che sta danneggiando i nostri campi»

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