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sabato 20 Aprile 2024
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Oncologo arrestato a Bari, sospeso dal servizio. Il dg dell’Istituto tumori: «Sgomenti e indignati» – VIDEO

«Qualora i fatti fossero confermati, non faremo sconti a nessuno». Lo ha detto il direttore generale dell’Irccs “Giovanni Paolo II” di Bari, Alessandro Delle Donne, dopo l’arresto in flagranza di reato del chirurgo oncologo Vito Lorusso, accusato di concussione e peculato.

Il professionista avrebbe ricevuto del denaro da un paziente per accorciare i tempi delle liste d’attesa nell’erogazione di una prestazione sanitaria.

Lorusso, spiega la Procura di Bari in una nota, avrebbe creato una “situazione di sudditanza psicologica” nei pazienti malati oncologici e, attraverso “minacce implicite”, avrebbe denigrato “costantemente il Servizio sanitario nazionale nonché i suoi stessi colleghi”. Avrebbe inoltre “prospettato rischi e vantato le proprie competenze”, rassicurando i suoi pazienti e catturando “la loro benevolenza per incassare denaro”.

A far scattare le indagini che ieri hanno portato all’arresto in flagranza di Vito Lorusso, primario e chirurgo oncologo dell’Irccs Giovanni Paolo II del capoluogo pugliese, è stata la querela sporta dal parente di un paziente defunto. Il medico è stato “sorpreso all’interno dello studio medico al primo piano del presidio ospedaliero – spiega la Procura – subito dopo aver ricevuto una somma di denaro da parte di un paziente oncologico presente nella struttura per una visita di controllo che il Servizio sanitario nazionale garantisce gratuitamente”, il tutto “con le modalità concussive già riscontrate in altri episodi precedentemente accertati”. Poco prima di essere arrestato ha detto al paziente «dove si fa la coda… io cerco di evitarti ovviamente tutti quei… quelle rotture».

La condotta illecita, spiega ancora la Procura, è stata “rilevata dalle telecamere e osservata prima dell’arresto”, ed è la stessa di quella “riscontrata pressoché quotidianamente a partire dall’inizio dell’attività tecnica confermando ampiamente quanto indicato nella querela”. Le indagini hanno accertato anche che il medico “ha percepito indebitamente somme di denaro sia nell’ambito delle prestazioni rese durante la sua attività di servizio pubblico (vedi percorso follow up) che in quelle di intramoenia, al di fuori di ogni contabilizzazione presso il cup”. Attualmente il medico è detenuto nel carcere di Bari, in attesa dell’udienza di convalida dell’arresto.

L’Irccs “Giovanni Paolo II” di Bari ha avviato la sospensione cautelare dal servizio per il dottor Vito Lorusso, direttore dell’unità operativa di oncologia medica dell’Istituto, a seguito dell’arresto avvenuto ieri, in flagranza di reato, con le accuse di concussione e peculato.

L’Istituto, spiega il direttore generale, Alessandro Delle Donne, ha demandato «all’ufficio procedimenti disciplinari ulteriori provvedimenti, secondo quanto previsto dalle norme vigenti. Consapevoli che il procedimento si trova nella fase delle indagini preliminari e che, peraltro, vige il principio di non colpevolezza fino a sentenza passata in giudicato – aggiunge Delle Donne -, è bene ribadire che bisogna essere inflessibili con chi, in cambio di denaro, promette vie preferenziali; pertanto, non faremo sconti a nessuno, nell’interesse di tutelare sia i lavoratori che i pazienti, a cui è dovuta assistenza, ma anche rispetto e attenzione».

Il direttore assicura «massima disponibilità e piena collaborazione alle forze dell’ordine e alla Procura per fare chiara luce sulla vicenda. I fatti contestati, ove confermati, sono però gravi ed impongono nella esclusiva responsabilità personale di chi li ha commessi e, pertanto, non possono gettare discredito sul lavoro di quanti, in questo Istituto, lavorano con coscienza ed empatia nel solo interesse dei pazienti. Non possono e non devono essere tollerate condotte denigratorie nei confronti di un sistema sanitario pubblico che, nonostante le tante criticità, garantisce cure gratuite a tutti e non possono minimamente offuscare o scalfire il processo inarrestabile di crescita che, questo Istituto sta perseguendo e che è certificato dagli organi di controllo della Regione Puglia e del Ministero della Salute. I risultati di questo duro lavoro sono ascrivibili all’onestà intellettuale e allo spirito di abnegazione di dipendenti, medici, infermieri e ricercatori che, ogni giorno, si dedicano alla cura dei pazienti oncologici», conclude Delle Donne.

Il presidente del Consiglio di Indirizzo e Verifica dell’Istituto, Gero Grassi, sottolinea che «non è il momento di emettere sentenze sui social o sui giornali. I procedimenti giudiziari e i procedimenti disciplinari faranno il loro corso e faranno chiarezza. Nel frattempo, il mio pensiero va a quanti lavorano per gli altri, esercitando la propria professione nel modo più legalitario possibile. Grazie a tutti loro. E nessuno sconto a chi rovina la bellezza del lavoro altrui».

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