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giovedì 23 Maggio 2024
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Soa licenzia 12 dipendenti, appello alla responsabilità dei sindacati: «Si pensi alla riconversione»

La SOA società consortile a.r.l. (aziende specializzate nella gestione di Servizi integrati di Logistica e Supply chain) è in stato di crisi e licenzia 12 dipendenti, impiegati degli Uffici amministrativi, del centralino, degli uffici commerciali e tecnici aventi il CCNL del Commercio. Ne dà notizia la FILCAMS CGIL Bari evidenziando che «in questi giorni è stata inoltrata ai sindacati da parte dell’azienda una comunicazione di avvio della procedura di licenziamento collettivo ai sensi della legge n. 223/1991. La decisione adottata – sostiene il sindacato di categoria – è causata dalla situazione di crisi che continua ad attanagliare l’azienda per il crescente minor fatturato ed i ridotti volumi di attività».

Il segretario generale della FILCAMS CGIL di Bari, Antonio Ventrelli sottolinea che «questo rappresenta purtroppo un triste epilogo annunciato, che è solo agli inizi, considerata la nota situazione di crisi dell’azienda. La FILCAMS CGIL di Bari ha immediatamente richiesto un incontro per espletare l’esame congiunto sulla procedura – dice ancora Ventrelli – al fine di analizzare le cause degli esuberi e trovare le possibili soluzioni».

Ventrelli invita a questo punto l’azienda «ad una maggiore responsabilità sociale nei confronti dei lavoratori fornendo agli stessi, la possibilità di reimpiego ed eventuali misure di riqualificazione e riconversione». E aggiunge che «in caso di chiusura da parte della Soa nel corso delle prossime procedure di esame congiunto – dichiara – ci vedremo costretti ad avviare la mobilitazione, e ad interessare le istituzioni per individuare le possibili soluzioni per la salvaguardia dei livelli occupazionali».

La Soa, azienda leader nei settori logistica, trasporti e distribuzione di merci per conto delle più grosse catene di supermercati del sud Italia, a ottobre scorso era finita nella bufera giudiziaria perché accusata di avere frodato il fisco per milioni di euro. Per questo la guardia di finanza aveva eseguito un decreto di sequestro preventivo, emesso dal gip del tribunale di Bari, del valore di 60 milioni di euro nei confronti di Soa e di tre cooperative che operavano nello stesso settore e facenti parte del consorzio. Il tesoretto era considerato dalla Procura di Bari il profitto di dichiarazioni fraudolente, con l’utilizzo di fatture per operazioni inesistenti (per gli anni di imposta dal 2016 al 2021) e di omesso versamento dell’Iva pari a 25 milioni.

Proprio a seguito dello scandalo, erano diminuite le commesse e scomparsa la clientela e, con queste motivazioni, già a novembre era stata avviata la procedura di “Fis”, il Fondo d’integrazione salariale nei confronti di 60 dipendenti Soa (per la maggior parte amministrativi).

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