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sabato 24 Febbraio 2024
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Ventenne pestato dal branco a Bari: forse una lite per motivi personali o per droga

Pestato, brutalmente, fino a rimanere per terra, esanime, con ferite e traumi tali da finire, poi, in ospedale in codice rosso. Serata di violenza, quella di giovedì scorso, tra murattiano e umbertino. Vittima della rabbia di 4 o 5 ragazzi è un ventenne, residente a Ceglie del campo, che è ora ricoverato all’ospedale Di Venere con ferite multiple. Quello che è realmente accaduto giovedì sera non è ancora del tutto delineato, e spetta agli investigatori della Squadra Mobile della Questura di Bari dare un nome, un volto e un movente agli aggressori.

Quello che è cronaca comincia quando il ragazzo telefona a suo padre, pregandolo di andarlo a prendere perché è ferito. Sarà lo stesso genitore, poi, a trasportarlo con urgenza al pronto soccorso del nosocomio barese, dove viene sottoposto ad accertamenti e ricoverato. Non sarebbe, fortunatamente, in pericolo di vita ed è già in grado di raccontare l’aggressione alla polizia.

La prima testimonianza finita negli atti d’indagine è fumosa e incompleta. Ma non solo: riporta elementi poco chiari e in contraddizione tra loro. La prima parte del pestaggio sarebbe avvenuta a seguito di una lite cominciata davanti al teatro Petruzzelli, zona di incontro dei più giovani. Sarebbe poi continuata nelle stradine affollate del quartiere Umbertino. Ad aggredirlo, è stato riferito, sarebbero stati in 4 o in 5 ragazzi, ma non si comprende ancora cosa abbia scatenato tanta violenza. In prima battuta si escluderebbe il movente legato alla criminalità, visto che la vittima ha solo piccoli precedenti per spaccio di droga. Non si può escludere, a questo punto, che l’episodio sia maturato proprio in quel contesto. Non è chiaro nemmeno se il ventenne fosse da solo al momento dell’aggressione, lo era certamente quando il padre lo ha soccorso.

Il lavoro degli investigatori, coordinati dal sostituto procuratore di turno presso la procura di Bari, punta ora sulla visione delle numerose telecamere di sorveglianza installate nella zona: a cominciare da quelle pubbliche, controllate dalla centrale operativa della Questura di Bari e della polizia municipale.

Altri elementi utili potrebbero arrivare dall’ascolto dei numerosi ragazzi trovati nella zona, particolarmente affollata di sera, all’arrivo delle Volanti della Questura di Bari, intervenuti assieme ai colleghi della Squadra Mobile.

Una vicenda che preoccupa non poco famiglie e istituzioni, da molto tempo sensibilizzate sui fenomeni di violenza soprattutto fra giovani, verificatisi nei luoghi pubblici. Tra gli altri, quelli avvenuti al Parco Rossani, che sono costati a tre minori il Daspo urbano, e cioè il divieto di frequentare la zona circostante il Parco e il Parco stesso in alcune ore della giornata, dopo aver offeso e aggredito una coppia con modalità omofobe.

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