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domenica 3 Marzo 2024
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Verso le comunali, M5s contro Decaro: Bari e Rutigliano le spine nel fianco del sindaco

C’è un elemento che rischia di far saltare l’intesa tra Partito democratico e Movimento Cinque Stelle in vista delle comunali di giugno, ma anche delle regionali del 2025. E non è un elemento qualsiasi, visto che si tratta del sindaco uscente di Bari, presidente nazionale dell’Anci e possibile futuro segretario nazionale del Pd. Già, perché Antonio Decaro sembra il “pomo della discordia” del centrosinistra pugliese, almeno a giudicare da quanto sta avvenendo in vista delle prossime comunali.

A giugno si voterà non solo a Bari, ma anche in sette comuni della provincia: Gioia del colle, Bitritto, Binetto, Turi, Cellamare, Putignano e Rutigliano. In tutte queste realtà le scelte del M5s sembrano finalizzate a prendere le distanze da Decaro. A Bari, per esempio, il sindaco uscente spinge per la candidatura del suo capo di gabinetto Vito Leccese: proposta rispedita al mittente dai pentastellati che pretendono «un nome in discontinuità» con l’amministrazione in carica. Altra spina nel fianco di Decaro è Rutigliano, comune dove il leader nazionale dell’Anci può contare su diversi fedelissimi, a cominciare dal sindaco uscente Giuseppe Valenzano. Il Pd è pronto a sostenere quest’ultimo in vista del voto di giugno. Discorso diverso per il M5s che sembra intenzionato a supportare addirittura Lanfranco Di Gioia, primo cittadino dal 1999 al 2004 e all’epoca leader di una coalizione di centrodestra. Anche a Bitritto, Cellamare e Putignano, dove il Pd sembra intenzionato a ricandidare i sindaci uscenti Giuseppe Giulitto, Gianluca Vurchio e Luciana Laera (tutti decariani), è probabile che il M5s farà scelte diverse.

All’origine di questa contrapposizione c’è lo scarso spazio che Decaro ha concesso ai pentastellati nel capoluogo: «Una “chiusura” totale – fa sapere un esponente del M5s – che i nostri vertici provinciali hanno segnalato persino al loro presidente nazionale Giuseppe Conte». A ogni modo non si tratterebbe soltanto di rapporti tesi, ma anche di una precisa strategia dei pentastellati che, in vista delle prossime comunali, puntano a ridimensionare progressivamente gli alleati del Pd e a conquistare la guida della coalizione di centrosinistra.

La contrapposizione tra il sindaco di Bari e il M5s rischia di avere ripercussioni in vista delle regionali del 2025. Il ragionamento che fanno alcuni esponenti dem è semplice: «Se è questo è l’atteggiamento nei confronti di Decaro, Decaro non sarà il candidato dei grillini alle prossime regionali». Il campo largo sul quale si regge attualmente la maggioranza in Regione, in altre parole, potrebbe spaccarsi sulla probabile candidatura dell’attuale sindaco di Bari a presidente. Con il M5s che potrebbe decidere di correre da solo, magari schierando un big del calibro del senatore Mario Turco, del deputato Leonardo Donno o – secondo alcuni – addirittura del leader Giuseppe Conte. Diverso il discorso nel caso in cui il governatore uscente Michele Emiliano dovesse decidere di puntare al terzo mandato: in quel caso l’alleanza tra Pd e M5s sarebbe salva.

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