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domenica 21 Aprile 2024
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Andria, sequestrati beni per 400mila euro a un esponente del clan Campanella-Carbone

Sequestrati beni mobili e immobili per un valore di oltre 400mila euro riconducibili a Sabino Carbone: esponente della criminalità organizzata del Nord barese vicino al clan Campanella-Carbone storicamente operante nella zona di Canosa di Puglia e Trinitapoli. Carbone, il 26 gennaio 2024, è stato condannato all’ergastolo per 4 omicidi avvenuti con il metodo della ‘lupara bianca’ a Canosa di Puglia.

Con le condotte illecite l’uomo aveva accumulato ingenti proventi, reinvestendoli in beni mobili ed immobili e conducendo un elevato tenore di vita, assolutamente incompatibile con l’accertata capacità reddituale.

Il commercio degli stupefacenti e le estorsioni sono tra i delitti maggiormente produttivi di introiti e, non a caso, parallelamente al suo coinvolgimento nella attività criminosa, Carbone ha fatto registrare un’inspiegabile espansione economico-patrimoniale, reinvestendo i notevoli proventi illecitamente conseguiti nell’acquisizione di proprietà mobiliari, immobiliari, quote sociali e spese per lavori di ristrutturazione.

Dagli accertamenti patrimoniali effettuati, è stato riscontrato che Carbone dispone direttamente di un appartamento nella zona storica del comune di Canosa di Puglia in zona ”Castello”, in ottime condizioni conservative, costituito da due piani fuori terra e 7 vani, rifinito esternamente con materiali di pregio e pietra viva, nonché di alcuni rapporti bancari e finanziari.

Gli omicidi, tra il 2003 ed il 2015, tutti consumati nell’ambito di regolamenti di conti per il controllo del mercato della droga. Sabino D’Ambra, scomparso il 14 gennaio 2010, Giuseppe Vassalli, scomparso il 18 agosto 2015, Sabino Sasso e Alessandro Sorrenti di cui si sono perse le tracce il 1 dicembre 2003.

Carbone, disoccupato, si è inserito fin dagli inizi della sua carriera criminale nell’attività di spaccio di sostanze stupefacenti. Già sorvegliato speciale, è stato destinatario nel 2022 di un’altra misura di prevenzione con obbligo di soggiorno per tre anni, maturando nel tempo una posizione sempre più rilevante e legata a quella di altri presunti componente ti del gruppo criminale, attualmente detenuti.

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