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sabato 24 Febbraio 2024
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Barletta, sul serial killer delle tartarughe marine ora indaga la Procura

C’è un problema criminalità nei nostri porti, in particolare quello di Barletta: la caccia all’identità del killer di tartarughe è partita. Sono state depositate presso gli uffici competenti le denunce contro ignoti da parte dei responsabili del Centro di recupero tartarughe di Molfetta, alle prese con ritrovamenti inquietanti nel nord Barese.

Da ottobre 2022 sino alla scorsa settimana, nel porto di Barletta sono state ritrovate cinque tartarughe Caretta caretta brutalmente uccise. Il primo caso: un esemplare adulto è stato ritrovato a fine ottobre dello scorso anno con un peso legato al collo. Lo scorso 9 gennaio una seconda tartaruga è stata ritrovata con massi legati al collo e alle pinne per trattenerla sul fondo e ucciderla. La somma di questi due episodi con caratteristiche simili per modalità di uccisione e luogo di ritrovamento ha fatto scattare la prima denuncia e il primo allarme. Se i primi due casi sono stati segnalati al Centro di recupero tartarughe marine Wwf dai pescatori, altre due tartarughe sono state ritrovate direttamente dalla Capitaneria di Porto.

Il 14 gennaio il “mostro” ha legato due tartarughe tra loro, per le pinne, legandole a loro volta ad alcuni massi. Una delle due tartarughe nel tentativo di liberarsi si è auto amputata una pinna ma è rimasta legata al macigno ed è annegata ugualmente. I sospetti a questo punto hanno iniziato a legarsi ai pescatori che operano nello specchio d’acqua antistante il porto di Barletta e sui casi hanno iniziato ad indagare Capitaneria e Guardia di finanza.

L’ultimo ed inquietante ritrovamento soltanto 48 ore fa: un esemplare adulto di Caretta caretta è stato legato con le pinne ad un disco del freno di un veicolo ed affondata. Si tratta del quinto caso in poco più di tre mesi, la carcassa della tartaruga è stata trasportata a Foggia per essere sottoposta ad autopsia presso l’Istituto zooprofilattico di Puglia e Basilicata. «Dall’esame potrebbero risultare dettagli sulla morta che speriamo aiutino a ricostruire la dinamica dell’assassinio» dicono i responsabili del centro. «I sospetti sono indirizzati verso chi pesca utilizzando reti da posta all’imbocco del porto e che ha deciso di punire le tartarughe che restano intrappolate nelle reti, condannandole a morire annegate tra atroci sofferenze». Presto presso il porto di Barletta partirà un presidio coordinato tra il Centro di recupero tartarughe e le forze dell’ordine, al fine di bloccare chiunque stia mettendo in atto questa mattanza di tartarughe marine.

«Tanti pescatori di questa zona frequentano il Golfo di Manfredonia e con loro c’è grande collaborazione, portano qui da noi tutte le Caretta caretta che restano incastrate nelle loro reti», dice Pasquale Salvemini, responsabile del Centro. «Le tartarughe sono animali in forte riduzione, sono totalmente innocue e sono sottoposte a convenzioni internazionali, è d’obbligo la loro protezione».

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