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domenica 21 Aprile 2024
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Morgan incanta il pubblico a Trani: full immersion nel passato e presente della musica con “Piano recital” – VIDEO

Note, cultura e narrazione in una full immersion nel passato e presente della musica quello che è andato in scena ieri sera a Trani con Morgan che ha illuminato il teatro a cielo aperto della corte di Palazzo delle Arti Beltrani con “Piano recital”, uno speciale live piano e voce.

Una performance coinvolgente sia musicalmente che emotivamente. In un rapporto simbiotico, quasi fisico, con il pianoforte, il poliedrico Morgan ha ripercorso i suoi più grandi successi cantautorali, rendendo omaggio anche a grandi del passato. Un pubblico partecipe lo ha accompagnato nel suo excursus musicale, apprezzando e cantando assieme a lui brani che gli hanno dato la popolarità dai tempi dei Bluvertigo in poi come “L’assenzio” e “Altrove”, suo primo singolo da solista dall’album “Canzoni dell’appartamento” (vincitore della Targa Tenco 2003 come miglior disco d’esordio). Brano oltretutto eletto da Giovanni Veronesi come colonna sonora del film campione di incassi “Manuale d’amore 3” e utilizzato integralmente dal regista in una lunga sequenza senza alcuna sovrapposizione di dialogo.

Le note, intervallate da racconti, hanno dato la cifra di un artista fortemente ironico e autoironico, consapevole degli inganni e dei possibili inciampi dello “star system”.

Toccante l’omaggio all’indimenticabile Luigi Tenco e alla sua “Vedrai, vedrai”. Con il linguaggio da Morgan più frequentato, la musica, ha risposto nella maniera più significativa alle recenti accuse di omofobia: un omaggio a due artisti come Boy George e Umberto Bindi, quest’ultimo definito da Morgan il più grande di tutti, a cui l’Italia dell’epoca non perdonò l’essersi apertamente dichiarato omosessuale.

Una commovente rilettura di “Arrivederci” e una straordinaria “Victims” hanno toccato i cuori dei presenti che hanno apprezzato anche il genio e la sregolatezza di Morgan nel riuscire a legare lo spartito del leader dei Culture Club alle fughe di Bach. Dimostrando, qualora ve ne fosse bisogno, la sua abilità nell’interpretazione.

Una performance a un tempo generosa e intima, melanconica ed emozionante che si è chiusa tra gli applausi scroscianti del pubblico con l’esecuzione di uno dei brani più celebri del suo amico Franco Battiato: “L’era del Cinghiale Bianco”.

Le foto in questo articolo sono di Massimo Cangelli.

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