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giovedì 30 Maggio 2024
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Imprenditori uccisi a Brindisi nel 2000: sono di Cairo le ossa ritrovate a dicembre scorso

Le ossa ritrovate sul fondo di un pozzo il 20 dicembre scorso, nella zona industriale di Brindisi, appartengono a Salvatore Cairo, imprenditore scomparso nel maggio del 2000 nel capoluogo messapico.

La conferma arriva dalla perizia dei consulenti incaricati dal tribunale di Brindisi che hanno esaminato i frammenti per analizzare il Dna.

A indicare il luogo, nella zona industriale di Brindisi, dove sono state trovate le piccole parti di ossa insieme a una cinta e un paio di scarpe, fu Enrico Morleo, il 57enne in carcere dal 3 marzo del 2022 con l’accusa di avere ucciso, con l’aggravante del metodo mafioso, tra il 2000 e il 2001, Cairo e Sergio Spada, imprenditori nel settore del commercio delle pentole e degli articoli per la casa.

Nel processo, con le stesse accuse, è imputato anche Cosimo Morleo, fratello di Enrico. Il cadavere di Sergio Spada, invece, venne ritrovato in un’area di servizio dismessa sulla circonvallazione di Brindisi, con un foro di proiettile sulla nuca, nel novembre del 2001.

Morleo, nel corso di un’udienza a dicembre, prima del sopralluogo, aveva fatto riferimento alla circostanza di aver solo “distrutto il corpo“, ma aveva negato di essere stato lui ad uccidere Cairo, manifestando la propria disponibilità a indicare agli inquirenti il luogo dove aveva nascosto i resti del corpo dell’imprenditore (fatto a pezzi con una motosega).

Il sopralluogo fu eseguito con l’ausilio di personale specializzato dei vigili del fuoco, alla presenza anche dei giudici della Corte d’assise di Brindisi.

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