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venerdì 23 Febbraio 2024
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Progetti del Pnrr a rischio a Brindisi: in ballo ci sono circa 15 milioni di euro

È corsa contro il tempo per salvare i progetti finanziati con circa 15 milioni di euro del Pnrr, che prevedono la realizzazione di un polo universitario nel cuore della città e il recupero dei beni monumentali e delle aree verdi attigue.

Entro il 5 dicembre, infatti, il consiglio comunale deve approvare i progetti degli otto lotti da cui è composto il finanziamento, che fissano come area bersaglio la maglia urbana prospiciente il Seno di Levante. In trenta giorni si dovrà procedere all’affidamento delle progettazioni di sette lotti (per un lotto l’approvazione in consiglio è avvenuta pochi giorni fa), alla redazione dei progetti e alla loro approvazione in consiglio comunale.

Le ansie si concentrano soprattutto su due interventi di recupero, ossia quelli che riguardano l’ex scuola Marconi e il palazzo ex Agenzia delle Entrate. In merito alla prima, che dovrebbe diventare uno studentato, le buste della gara per la progettazione non sono state ancora aperte, e ciò nonostante i termini per presentare le offerte siano scaduti a luglio. Per quanto concerne l’ex palazzo dell’Agenzia delle Entrate, che dovrebbe invece ospitare le varie facoltà, il primo bando per l’affidamento della progettazione è andato deserto e oggi scadono i termini del secondo bando.

Ed anche per i progetti di riqualificazione del waterfront, finanziati con 13 milioni di euro dal Programma di azione e coesione, si registrano problemi. In questo caso, c’è da rispettare il termine ultimo di marzo 2026 per completare i lavori. Tuttavia, il ministero delle Infrastrutture monitora l’avanzamento dell’iter con cadenza bimestrale. Entrando nello specifico degli interventi previsti, l’area ex Pol (il cui recupero è fondamentale per la riuscita del progetto) avrebbe bisogno di essere prima bonificata, ma le ingenti risorse necessarie non sono state ad oggi reperite. L’area, tra l’altro, non è stata ancora consegnata dalla Capitaneria di porto al Comune. L’idea dell’attuale amministrazione è quella di dare vita ad un’area ibrida dove realizzare parcheggi, un parco e un mercato ittico. Discorso similare si può fare per un altro lotto, ossia quello riguardante il recupero dell’ex capannone Montecatini, la cui destinazione d’uso non è stata ancora decisa e la cui titolarità non è stata tuttora trasferita dall’ente portuale al Comune. Per il capogruppo del Pd, Francesco Cannalire, la scelta di cambiare in corsa il coordinatore del progetto, nominando il dirigente del settore Urbanistica, Fabio Lacinio, «rischia di far saltare il finanziamento perché quel dirigente è troppo oberato di lavoro per riuscire a seguire interventi così complessi».

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