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martedì 23 Luglio 2024
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Sindacati, studenti e associazioni a Fasano per il Contro forum G7: «Una marcia di pace»

È partito intorno alle 18, a Fasano, il corteo del Contro forum G7, al quale partecipano circa 600 persone, secondo gli organizzatori.

La manifestazione è organizzata da Cgil e associazioni studentesche, pacifiste e ambientaliste. L’obiettivo è far sentire ai leader delle potenze mondiali che si sono riuniti nel resort di Borgo Egnazia che bisogna «lavorare per la pace e investire i soldi spesi in armi per i diritti delle persone».

Voi 7 noi 8 miliardi” è una degli slogan scelti. Al corteo partecipa anche il sindaco di Fasano, Francesco Zaccaria, secondo il quale è «importante dare voce anche al dissenso».

Il corteo, da largo Palmina Martinelli, percorrerà circa tre chilometri e si concluderà a parco delle Rimembranze. I partecipanti sventolano bandiere della Palestina e della pace. In tanti hanno cartelli con le scritte che chiedono lo “stop” dei conflitti.

«Lavorare per il cessate il fuoco e ridurre la corsa agli armamenti»

Il corteo è stato preceduto da una conferenza stampa a cui è intervenuta, tra gli altri, la segretaria della Cgil Puglia, Gigia Bucci.

«Lavorare tutti insieme per un cessate il fuoco per una pace praticabile, reale, fermando tutti i conflitti presenti a livello internazionale. Ridurre la corsa agli armamenti che la maggior parte delle potenze industriali fanno attraverso politiche pubbliche di investimento, e spostare queste risorse verso la centralità del welfare, della persona e dei diritti». È questo che, spiega, chiedono sindacati, studenti e associazioni pacifiste pronte a sfilare per la città in provincia di Brindisi.

«Tra i paesi del G7 – spiegano gli organizzatori – gli Stati Uniti hanno avuto la spesa militare più alta, raggiungendo i 916 miliardi di dollari nel 2023, pari al 68% della spesa militare totale della Nato. Altri paesi del G7 come la Germania e il Regno Unito e l’Italia hanno anche visto aumenti significativi nelle loro spese militari, “un aumento fuori scala rispetto agli altri investimenti pubblici“, documenta Greenpeace».

In Italia, secondo i dati diffusi dagli organizzatori, «un euro speso per l’acquisto di armi mette in moto un aumento della produzione interna di soli 0,74 euro; la stessa cifra investita in altri settori pubblici ha invece un effetto moltiplicatore quasi doppio, con un aumento della produzione pari a 1,9 euro nella protezione ambientale, 1,5 euro nella sanità e 1,25 euro nell’istruzione».

Nel documento elaborato dal Contro forum si legge, tra l’altro, che «al centro del G7 vi è un maxi piano di riarmo da 10.000 miliardi di dollari, che minaccia di prosciugare le spese per il welfare dei Paesi dell’area G7 e di mettere un’ipoteca sul loro futuro. Tutti i Paesi di area G7 dal 2022, con lo scoppio della guerra in Ucraina, hanno incrementato notevolmente la propria spesa militare: la spesa militare è un cattivo affare, crea pochi posti di lavoro a fronte degli investimenti e sottrae risorse essenziali per la tenuta dello Stato sociale. Destinare solo l’1% del budget militare del G7 – evidenziano – basterebbe ad eradicare la fame nel mondo, che peraltro è in costante aumento».

Il sindaco di Fasano: «Sarà una marcia di pace»

«Sarà una marcia di pace, innanzitutto», ha detto il sindaco di Fasano, Francesco Zaccaria, presentando in conferenza stampa il corteo organizzato nell’ambito del contro forum promosso da Cgil e associazioni pacifiste, ambientaliste e studentesche.

«La pace – ha aggiunto – è diventata una esigenza che le popolazioni di tutto il mondo aspettano, ricercano. Oggi i conflitti che aumentano sempre di più creano modifiche anche ai nostri stili di vita e hanno un riflesso sulle popolazioni europee e mondiali. Speriamo che le discussioni nel corso del G7 possano portare a dei miglioramenti».

Parlando del contributo del Comune all’organizzazione dell’evento, il sindaco ha evidenziato che è giusto «offrire un punto di vista differente, anche il dissenso ha una sua importanza e deve essere garantito, è giusto offrire spazio a chi ha un punto di vista non omologato a quello dei paesi che stanno partecipando al G7».

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