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giovedì 25 Luglio 2024
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Ciliegi in fiore ad Halloween: natura in tilt nell’autunno pugliese

Non solo zucche ma anche ciliegi in fiore in pieno autunno: la “novembrata” di Halloween manda la natura in tilt in Puglia.

E se le temperature gradevoli aiutano a risparmiare sui costi delle bollette per il riscaldamento che ancora non è necessario accendere, scatta l’allarme siccità fuori stagione nei campi per tutte le colture «con gli imprenditori agricoli che stanno intervenendo addirittura con irrigazioni di soccorso per non compromettere le coltivazioni, dalle semine di grano agli ortaggi, dalle insalate alle cicorie fino alle cime di rapa». È l’allarme della Coldiretti Puglia sugli effetti delle alte temperature che stanno sconvolgendo la vita di piante e animali.

«Preoccupa molto l’allungamento della fase vegetativa delle piante a causa del caldo perdurante fuori stagione – sottolinea la Coldiretti regionale – con il rischio di far ripartire le fioriture, con il pericolo di esporle ai danni di un prevedibile successivo abbassamento delle temperature e la conseguente diminuzione del potenziale produttivo delle coltivazioni».

Caldo record e assenza di pioggia mettono a rischio le semine di ortaggi, foraggere e grano nei terreni induriti da precipitazioni ridotte di 1/3 anche se più violente, sottolinea ancora l’organizzazione dei coltivatori pugliesi. A rischio anche l’uva da tavola non ancora raccolta sotto i tendoni, dove le temperature raggiungono picchi troppo alti per garantire la conservabilità del prodotto.

Finora la siccità ha causato, nel solo 2022, un calo del 30% delle rese per il grano e l’avena, del 25% per i legumi, ma anche la maturazione contemporanea delle diverse varietà di frutta e ortaggi, come ciliegie e asparagi, dove le primizie e le varietà tardive sono maturate praticamente assieme, invadendo il mercato che non ha assorbito le produzioni. Ma gli effetti sono stati evidenti anche sul settore olivicolo con una stima di un calo sensibile della produzione di olive del 50% in Puglia. Nelle campagne gli effetti si fanno sentire anche per i parassiti che sono rimasti attivi con le temperature miti e attaccano più facilmente le colture ancora in campo, come avviene peraltro nelle città dopo sono ancora diffuse zanzare e mosche.

«Una conferma del cambiamento climatico in atto con una tendenza alla tropicalizzazione che – conclude la Coldiretti regionale – si manifesta con una più elevata frequenza di manifestazioni violente, sfasamenti stagionali, precipitazioni brevi ed intense ed il rapido passaggio dal sole al maltempo, con sbalzi termici significativi che compromettono le coltivazioni nei campi con perdite della produzione agricola nazionale e danni alle strutture e alle infrastrutture nelle campagne che quest’anno superano già i 300 milioni di euro dall’inizio dell’anno, pari al 10% della produzione nazionale».

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