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lunedì 4 Marzo 2024
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Crisi dell’agricoltura in Puglia: perse 2.233 imprese in un anno. In calo anche i lavoratori

Nel 2023 la Puglia ha perso 2.233 imprese nel settore agricolo. È quanto emerge dai dati diffusi da Cia Agricoltori italiani Puglia nel corso di una conferenza stampa che si è svolta all’hotel Parco dei Principi di Bari.

Al 30 novembre 2023 risultano iscritte nelle camere di commercio pugliesi 75.386 imprese attive contro le 77.619 del 30 novembre 2022. Il saldo annuale è negativo con una contrazione del 2,9%. «È questo il dato più emblematico delle grandi difficoltà strutturali che il comparto primario pugliese, in ciascuna provincia, sta ancora affrontando», evidenzia Gennaro Sicolo, presidente di Cia Agricoltori italiani Puglia.

Nello studio dell’osservatorio economico di Cia Puglia, svolto in collaborazione con Aforisma, le elaborazioni del data-analyst Davide Stasi mettono in evidenza un’altra criticità: in Puglia, gli addetti in agricoltura sono diminuiti in 4 aree su 5 (l’eccezione positiva è Foggia). A Bari e nella Bat sono passati da 36.076 a 35.847; nel Tarantino, da 15.215 a 14.903; in provincia di Brindisi da 11.846 a 11.546 unità; nel Leccese, da 11.350 a 11.255; solo in provincia di Foggia sono aumentati da 30.442 a 32.705.

Complessivamente, in Puglia, gli addetti in agricoltura si attestano attualmente a 106.256 unità, un dato che conferma come il comparto primario sia la prima e più importante “industria a cielo aperto” della regione.

Per quanto riguarda i vari settori, Cia Puglia sottolinea che il valore riconosciuto al grano duro pugliese e la redditività delle aziende cerealicole, nel 2023, hanno subito un vero e proprio tracollo: dal 29 giugno 2022, quando il prezzo medio del grano duro era pari a 575,25 euro/tonnellata, si è giunti il 20 dicembre 2023 a 370,75 euro/tonnellata, con un calo pari a circa il 36%.

Non solo il grano, diversi prodotti agricoli hanno registrato cali di prezzo durante tutto il 2023. Il prezzo medio del grano duro in Puglia, nel 2023, è stato di circa 381 euro/tonnellata.

In costante crescita, invece, il prezzo dell’olio d’oliva. La campagna olivicola 2023 è stata positiva per la Puglia sia dal punto di vista qualitativo che quantitativo, mentre in quasi tutte le altre regioni italiane la produzione è drasticamente diminuita. Per i produttori olivicoli e per i frantoiani, tuttavia, le difficoltà non mancano. Si registra, infatti, una flessione dei volumi scambiati, a fronte però di un ulteriore aumento dei valori. Il prezzo alla produzione dell’olio dop Terra di Bari è salito del 46,2% (da 6,23 euro/Kg a 9,1), con una media annuale che si attesta a 7,48 euro. Stessi valori per Bisceglie. Nella piazza di Brindisi, la media annua è di 7,46 euro, ma a fine 2023 il prezzo alla produzione dell’olio di qualità è arrivato a 8,65 euro; 8,93 a Foggia, 8,65 euro a Lecce e Taranto.

Il settore dell’ortofrutta, poi, fa registrare un paradosso con prezzi in aumento, troppi prodotti importati e costi di produzione alle stelle. Anno nero, infine, per i vitivinicoltori che registrano una produzione dimezzata a causa della peronospora e giacenze sempre alte.

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