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sabato 20 Aprile 2024
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Dai fanghi può nascere la bioplastica: Acquedotto pugliese “sposa” il progetto della startup B-Plas – VIDEO

Convertire i fanghi in bioplastiche, con una soluzione sostenibile al problema dello smaltimento dei reflui e la contestuale creazione di biopolimeri in sostituzione delle plastiche fossili: è il progetto di B-Plas, startup che oggi ha incontrato Acquedotto pugliese aprendo un dialogo che, spiega la direttrice generale di Aqp, Francesca Portincasa, «ad approfondire la tecnologia e valutarne l’impiego ed i risvolti».

L’incontro si è tenuto oggi, nella giornata conclusiva del Water Innovation Summit, durante il contest dedicato alle startup.

«Siamo sempre aperti alle innovazioni che consentono di migliorare il nostro percorso di impresa, chiamato oggi a nuove sfide tecnologiche e industriali», aggiunge Portincasa, ricordando che nel tempo l’Acquedotto ha collaborato con le Università e il mondo della ricerca, investendo anche in informazione. «Abbiamo saputo cogliere o creare tante opportunità dando il via a progetti innovativi di sviluppo che hanno portato al miglioramento dell’efficienza di gestione delle reti e a una chiusura sempre più virtuosa del ciclo idrico».

L’impegno di Aqp, sottolinea Portincasa, «è oggi rivolto a realizzare il piano strategico con tre priorità che guideranno Aqp al 2026: la tutela della risorsa idrica con l’obiettivo di recuperare 44 milioni di metri cubi di acqua; l’implementazione di un sistema di economia circolare con la gestione in house di 130 mila tonnellate di fanghi; l’accelerazione sulla transizione energetica arrivando a produrre nel 2026 oltre 90 GWH di energia da fonti rinnovabili autoprodotta. Per l’attuazione del piano industriale sono previsti investimenti per 2.031 milioni di euro, dedicati per la maggior parte a migliorare la qualità del servizio e alla mitigazione dell’impatto ambientale tramite la riduzione delle perdite e il raggiungimento di nuove frontiere nella depurazione».

Quella di B-Plas «è un’alternativa circolare che valorizza un rifiuto e che rispetto alle attuali soluzioni di gestione» spiega Eleonora Torricelli, responsabile sales&marketing della start up che «privilegia il recupero di materia e minimizza lo smaltimento dei fanghi con un significativo risparmio. Abbiamo già sperimentato con successo la nostra tecnologia, progettando e gestendo per 3 anni un impianto sperimentale a Faenza. Siamo partner di un progetto Life e nei prossimi 4 anni realizzeremo altri due impianti, in un contesto di depurazione ed in un contesto agro-industriale tra Emilia-Romagna e Lombardia. Guardiamo con interesse al Mezzogiorno ed alla sua più grande realtà industriale nell’ambito del servizio idrico integrato. Con Acquedotto Pugliese ci piacerebbe sviluppare ulteriormente la nostra tecnologia, portandola a nuovi livelli nel percorso di sostenibilità intrapreso come azienda».

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