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venerdì 23 Febbraio 2024
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Dall’uva baresana al carciofo della Terra dei Messapi: sette nuovi presìdi Slow food in Puglia

Uva baresana, piselli salentini, agrumi tradizionali di Palagiano, cipolla rossa delle saline di Margherita di Savoia, suino nero pugliese, carciofo della Terra dei Messapi e pecora gentile di Puglia. Sono i sette nuovi presìdi Slow food pugliesi che vanno ad aggiungersi ai cinque già promossi nell’ambito di “Presidiamo la Puglia”: il pane di Monte Sant’Angelo, la focaccia a libro di Sammichele di Bari, il colombino di Manduria, il confetto riccio di Francavilla Fontana e la capra jonica.

Il progetto è volto alla valorizzazione delle eccellenze agroalimentari e realizzato nell’ambito delle attività del programma di promozione dei prodotti agroalimentari pugliesi di qualità ed educazione alimentare.

«Slow food aggiunge un altro importante tassello nell’attuazione della nostra strategia di valorizzazione e tutela delle eccellenze enogastronomiche “made in Puglia”», sottolinea l’assessore regionale all’Agricoltura, Donato Pentassuglia, evidenziando che «quella di Slow food non è solo un’azione strategica di promozione dei nostri prodotti, ma una vera e propria operazione culturale che può avere un ritorno straordinario anche da un punto di vista economico, per le imprese agricole, i produttori, per il comparto turistico-ricettivo. Senza dimenticare – prosegue – l’azione di promozione e valorizzazione di un’enogastronomia tutta pugliese che è sinonimo di salute e benessere».

Il progetto “Presidiamo la Puglia”, spiega il presidente di Slow food Puglia, Marcello Longo, «prevedeva ab origine l’istituzione di undici nuovi presìdi in due anni, invece, siamo riusciti a realizzarne uno in più».

Con gli ultimi 12 presentati in due anni, salgono a 35 i presìdi Slow food in Puglia. «Sono numeri importanti che lasciano comprendere chiaramente quanto si stia lavorando per rendere la Puglia una regione sempre più biodiversa – aggiunge Longo -. Un lavoro che premia il bene comune e il “modello Puglia“».

La direttrice generale di Slow food Italia, Serena Milano, sottolinea che «in questa regione, la nostra associazione ha messo al centro dell’attenzione la biodiversità, lavorando al fianco di contadini, allevatori, pescatori, artigiani, per salvare una ricchezza straordinaria di varietà vegetali, razze autoctone, formaggi, dolci… Sono nati proprio qui alcuni progetti all’avanguardia per la salvaguardia degli ecosistemi marini: presìdi che hanno messo in relazione pescatori, aree marine, enti di ricerca. E proprio qui lavoriamo in modo importante su filiere strategiche, come quella dell’olio. Non a caso, la Puglia, ha ospitato la prima edizione di Mediterraneo Slow. E non a caso, in Puglia l’associazione si è guadagnata l’attenzione e il sostegno delle istituzioni, a partire dalla Regione».

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