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venerdì 1 Marzo 2024
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Europee, il pressing di Schlein su Emiliano: la segretaria dem spinge il governatore a Strasburgo

«Michele, devi candidarti alle Europee». «No grazie Elly, devo finire il mandato alla regione Puglia». «Almeno pensaci, ci aggiorniamo». Questo, a grandi linee, lo scambio avvenuto fra la segretaria del Pd Elly Schlein e il governatore Michele Emiliano durante la festa dell’Unità a Torre Suda, in Salento, in una pausa fra un dibattito e l’altro.

Ciò che si sussurrava è diventato di colpo realtà. Schlein punta a un successo rotondo alle prossime europee che raccolga almeno il 25%, cinque o sei punti in più rispetto ai sondaggi attuali. Un’asticella molto alta, anche se sulla carta non impossibile, a dispetto delle divisioni e delle fughe dal partito all’indomani delle primarie. Per centrare il risultato, però, Elly deve schierare in campo i “fuoriclasse” del centrosinistra, cioè governatori e sindaci che continuano ad amministrare i loro territori. In prima linea c’è proprio il presidente Emiliano e il collega campano Vincenzo De Luca, ma anche il toscano Giani passando per Stefano Bonaccini.

Per superare le resistenze Schlein ha spiegato che lei stessa scenderà in campo in prima persona a dimostrazione di quanto il Nazareno consideri le Europee la madre di tutte le battaglie. Un argomento, quest’ultimo, utilizzato anche con Emiliano, ma finora senza successo. Almeno stando a quanto trapelato finora.

A ogni modo Emiliano dovrà dare una risposta alla “chiamata alle armi”. Risposta che inevitabilmente guasterà i giochi presenti e futuri in vista delle prossime scadenze elettorali. Se il governatore pugliese dovesse candidarsi in Europa, per esempio, dovrà dimettersi in anticipo dalla presidenza della Regione Puglia creando a breve l’ipotesi – mai verificatasi in precedenza – di elezioni anticipate che potrebbero svolgersi già nel 2024. Una condizione che cancellerebbe l’ambizione del terzo mandato che il governo Meloni dovrebbe concedere per legge ai governatori per assecondare i desiderata del leghista Luca Zaia. A rendere più complicato il quadro c’è il fatto che la doppia candidatura di Emiliano e del sindaco di Bari Antonio Decaro, già proiettato verso Bruxelles, potrebbe determinare un flop elettorale per entrambi. Il tutto in un quadro di grande incertezza considerando che la legge “salva-legislatura”, approvata nel 2022 dal Consiglio regionale pugliese, è stata in parte affossata dalla Corte Costituzionale. Il testo prevede un allungamento fino a nove mesi del mandato regionale nel caso in cui (esattamente quello in discussione) il governatore in carica si dovesse dimettere per candidarsi alle europee.

Un gran caos, insomma, che da un lato potrebbe agevolare il passaggio di testimone al sindaco Decaro, da sempre indicato dallo stesso Emiliano come suo successore naturale alla Regione Puglia, ma che dall’altro potrebbe complicare ulteriormente la situazione politica nel centrosinistra pugliese in quanto, in caso di elezione al Parlamento europeo, Emiliano avrebbe sei mesi di tempo per decidere se restare al suo posto o “volare” altrove. Nessuno osa immaginare che cosa succederebbe se – tecnicamente è possibile – alla fine decidesse di accontentare il diktat della segretaria Schlein per poi non muoversi dal suo ufficio alla Regione Puglia.

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