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Dai ghetti ai borghi: il piano del Politecnico per ospitare i migranti nelle campagne

Arriveranno le bici elettriche sulle quali potranno pedalare i fantasmi. Così come alloggi confortevoli, magari in pieno centro cittadino, dove potranno avere riscaldamenti e un comodo letto. Ma resteranno sempre dei fantasmi, perché la maggior parte degli immigrati “ospiti” dei ghetti censiti in Italia chiedono prima di tutto i documenti: avere una identità per poter decidere di andare altrove, magari, prendere in fitto una casa, o ancora ritornare nei loro paesi di origine. Eppure grazie a questi fantasmi ci sono 200 milioni di euro da spendere per il superamento dei ghetti che la maggior parte dei Comuni pugliesi non è in grado di spendere, tant’è che la Regione ha dovuto chiedere il supporto del Politecnico di Bari per organizzare la realizzazione di strutture di accoglienza nei borghi isolati delle campagne pugliesi. In Capitanata saranno coinvolti, secondo le indicazioni di Carlo Moccia, direttore del Dipartimento architettura del Politecnico barese – gli insediamenti rurali sorti negli anni Trenta del secolo scorso di Borgo Cervaro, Borgo Segezia, Borgo Incoronata, Borgo Mezzanone e Borgo Giardinetto.

Il business sui migranti -in parte raccontato nel recente affaire del parlamentare con gli stivali Soumahoro – viene portato alla luce sugli schermi televisivi dall’inchiesta di Report, che ha documentato le carenze e le difficoltà di fare fronte alla situazione emergenziale dei ghetti, la maggior parte dei quali sorti in Capitanata, dove ci sono sindaci “virtuosi” e altri più disattenti, tanto da non intercettare i finanziamenti previsti dal Pnrr. È il caso di Stornara – dove insiste uno dei campi più numerosi della Provincia di Foggia, luogo della tragedia dei fratellini Birka e Hristo di 4 e 2 anni – che non riceverà fondi, come a Turi, dove pur registrando una delle comunità di migranti più numerosi di Puglia, impegnati nella raccolta delle ciliegie, non ci saranno risorse per superare i ghetti, mentre Carapelle avrà a disposizione oltre 1 milione 100mila euro per 10 migranti, come a Bisceglie, stesso numero di “ospiti” e 2 milioni e quasi 200mila euro da spendere per alloggi temporanei. Le fette più grandi toccheranno ai Comuni di Cerignola (quasi 9 milioni), San Severo (oltre 28 milioni di euro) e soprattutto Manfredonia (54 millioni di euro), per il campo sorto vicino alla vecchia pista dell’aeroporto, terra di nessuno e dove la mafia, garganica e indigena, controllava le varie attività, tanto da finire all’attenzione della Procura foggiana e della Dda. Un borgo dove, pur ricevendo a una pioggia di milioni, il sindaco Gianni Rotice ammette candidamente di non averci mai messo piede, così come il presule dell’arcidiocesi, padre Franco Moscone, che piange la morte di Ibrahim e Queen, giovani immigrati provenienti rispettivamente dal Gambia e dal Ghana, che chiama «nostri fratelli», morti nel recente rogo di una baracca, dove però non si è fatto mai vedere.

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