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lunedì 15 Aprile 2024
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Pasti al Policlinico di Foggia, Ladisa replica alle accuse: «Affermazioni fantasiose»

A seguito di una nota diffusa dal Policlinico di Foggia in cui veniva segnalato il ritrovamento di due larve in due distinti piatti di prosciutto crudo serviti a due pazienti, l’azienda Ladisa, che si occupa del servizio di distribuzione pasti, puntualizza alcuni aspetti «che sono certamente dirimenti per ricostruire i presunti fatti descritti».

In una nota, la Ladisa spiega che «appare strano che si parli ben 14 giorni dopo di un piatto assegnato ad un posto letto non occupato da paziente, eppure richiesto dal personale ospedaliero. Il piatto contestato è stato però aperto da qualcuno (non già da un degente), e nessuna contestazione è stata rappresentata nell’immediato a questa azienda che ha sul posto un presidio attivo e presente per la somministrazione».

Inoltre dall’azienda «si precisa che non si conoscono le procedure e la tracciabilità di campionamento che hanno portato alle deduzioni rappresentate nella contestazione odierna, e questa modalità è stata gestita in modo irrituale rispetto alla collaborazione in atto. A ciò si aggiunga – prosegue la nota – che la società Ladisa ha sempre adottato tutte le misure atte a prevenire il verificarsi di episodi come quello oggetto di contestazione all’uopo munendo i locali del Centro Cottura, ove sono preparati giornalmente i pasti veicolati in legame fresco-caldo, di opportune barriere antinsetto oltre a tutte le altre dotazioni in punto di misure di prevenzione e protezione necessarie a tenere sotto controllo eventuali contaminazioni da corpi estranei. A supporto di quanto esposto, si precisa ulteriormente che all’interno del Piano di Autocontrollo del Centro di Preparazione e Confezionamento Pasti è dedicata una specifica procedura aziendale relativa al controllo degli infestanti, disinfestazione e derattizzazione che comprende un piano di monitoraggio con interventi programmati eseguiti da proprio personale qualificato. Inoltre, è doveroso osservare come all’interno delle cucine e dei reparti di lavorazione-produzione venga effettuato il cosiddetto “monitoraggio attivo” che consente giornalmente di individuare tracce di eventuali infestanti sì da consentire alla scrivente società di intervenire, in via preventiva, celermente e tempestivamente a rimuovere l’eventuale presenza di corpi estranei».

Ladisa, conclude la nota, «ha dato mandato ai suoi legali di procedere affinché emerga la verità e sia tutelata la sua integrità che non può essere messa in discussione da affermazioni e ricostruzioni fantasiose ed illatorie».

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