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domenica 21 Luglio 2024
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Fondi Ue, in Puglia sette miliardi da spendere entro dicembre 2029: «Regione campione di spesa»

«La Puglia ha un programma unico integrato che consente di avere un approccio coordinato nell’utilizzo dei fondi che dovranno essere spesi entro il 31 dicembre 2029». Lo ha detto Pasquale Orlando, dell’Autorità regionale di gestione Fesr-Fse, durante l’incontro “Next generation Eu, bilancio Ue e fondi Bei: opportunità per imprese e cittadini della Puglia” che si è svolto stamattina nella Fiera del Levante di Bari.

Sul fronte dei fondi strutturali europei, «la Puglia ha una dotazione complessiva di circa sette miliardi di euro. Il programma di utilizzo è stato già approvato dalla Commissione, alcuni avvisi sono stati pubblicati altri lo saranno nelle prossime settimane», ha affermato Orlando.

Il convegno è stato organizzato dall’ufficio del Parlamento europeo in Italia, in collaborazione con la rappresentanza della Commissione europea e con la Regione Puglia. L’obiettivo è discutere quali opportunità i fondi messi a disposizione dall’Unione europea possono creare per le imprese e i cittadini pugliesi, con uno sguardo alla capacità di spesa dei finanziamenti dimostrata dalla Regione Puglia.

Presenti, fra gli altri, il direttore dell’Ufficio del Parlamento europeo in Italia Carlo Corazza, la vice presidente del Parlamento europeo Pina Picierno (in collegamento web), il responsabile Imprese e istituzioni finanziarie di Cassa Depositi e Prestiti Andrea Nuzzi e Orlando.

«La Puglia ha dimostrato di essere campione di efficienza nell’uso dei fondi, non solo in Italia ma in Europa – ha detto Corazza -. Questo grazie a punti di forza quali la base industriale, il ruolo strategico nella produzione di energie rinnovabili, le sinergie fra turismo e cultura, le capacità legate al cinema, all’agricoltura, alle infrastrutture, ai trasporti e al turismo di qualità».

La Puglia, ha evidenziato Corazza, «è campione nell’utilizzo dei fondi europei e dimostra di avere in primo piano le esigenze delle imprese».

Adesso, ha aggiunto, «si tratta di valorizzare ancora di più le sinergie e di sfruttare al massimo i prestiti della Banca europea degli investimenti». Corazza ha però ricordato che «mettere i soldi senza riformare la pubblica amministrazione e la giustizia, o investire bene nelle infrastrutture, non serve a molto».

Quanto ai settori che, in Puglia, possono beneficiare dei fondi, Corazza ha elencato «l’accesso al credito e la formazione, per rafforzare la base industriale già esistente, le energie rinnovabili, la sicurezza energetica e le sinergie fra industria culturale e turismo, che sta portando un grosso aumento della domanda interna. Per questo la Puglia è un modello da seguire». La Regione, ha concluso, «può attingere a circa un miliardo di euro dal solo Fondo per la transizione giusta”, a questo si aggiungono “una quota importante di fondi regionali, intorno a tre miliardi e mezzo, i fondi agricoli, i prestiti della Banca europea degli investimenti e il Pnrr. Cifre importanti che vanno messe a terra da oggi ai prossimi quattro anni».

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