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domenica 21 Aprile 2024
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L’Aress Puglia è pronta a cambiare pelle: «Le Asl non saranno più “repubbliche autonome”»

Cambia pelle l’Aress Puglia, l’agenzia sanitaria regionale, che svestirà i panni del “pensatoio” per trasformarsi in braccio operativo dell’assessorato alla Salute.

Una rivoluzione copernicana annunciata dalla Regione Puglia che punta a superare la stagione dei convegni e dei progetti pilota, piuttosto che dei premi europei a studi e ricerche che rimanevano su carta. D’ora in poi l’agenzia metterà le mani in pasta e cimentarsi con le mille emergenze quotidiane che provengono da Asl, grandi ospedali, personale sanitario e pazienti. La logica è quella di potenziare e razionalizzare l’attività dell’Aress che conta su una novantina di dipendenti per un costo annuale di circa sette milioni di euro a tutti gli effetti improduttivo per l’assistenza ai malati.

Nuovi compiti, dunque, e nuove funzioni attribuite, alcune della quali fondamentali per alleggerire il peso del Dipartimento regionale per la salute letteralmente al collasso. In particolare l’Aress 2.0 gestirà il personale e le procedure di accreditamento e autorizzazione all’esercizio per cliniche e centri sanitari privati, compresa la fase di controllo e verifica. Un centro nevralgico che supporterà le aziende sanitarie aprendo nuovi spazi di manovra per l’assessorato alla salute che potrà ricollocare il personale dedicato in precedenza a questi settori recuperando professionalità ed efficienza.

Secondo il consigliere regionale Fabiano Amati, esponente di Azione, è un primo passo verso l’attuazione della cosiddetta Azienda zero, una “mega Asl unica” per razionalizzare e snellire la gestione del pachiderma sanità. «La norma approvata dal Consiglio regionale – spiega Amati – mette fine a una forma nemmeno celata di feudalesimo, fondato sulle aziende sanitarie intese come repubbliche autonome e indipendenti con chiari risvolti di inefficienza. E invece d’ora in poi ci sarà uniformità nella gestione del personale sanitario come promesso da una delibera inattuata del 2021».

L’Aress seguirà il reclutamento di medici, infermieri, tecnici, radiologi, operatori socio-sanitari, pubblicando concorsi unici regionali basati sul fabbisogno dei territori, la gestione dei dirigenti medici e delle professioni sanitarie ai quali attribuirà sede di lavoro e mansioni, anche di tipo amministrativo, rispettando il profilo professionale e la branca specialistica d’appartenenza. Inoltre potrà favorire l’interscambiabilità delle figure, spostando ad esempio un medico o un infermiere in un reparto sguarnito, o riequilibrando le presenze nell’ambito della stessa Asl o grande ospedale tenendo conto di turni e reperibilità, ma anche utilizzando profili professionali affini e in conformità con i contratti collettivi di lavoro. A ciò si aggiunge la ricognizione aggiornata trimestrale del personale in servizio, raggruppato per profilo professionale, articolazione aziendale d’impiego ed eventuali limitazioni nelle mansioni. In sostanza la nuova Aress sarà il “metronomo della sanità” in modo tale da assicurare la piena funzionalità di servizi e prestazioni, garantendo in via transitoria le procedure di reclutamento non ancora avviate o concluse alla data del 26 marzo 2024.

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