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sabato 13 Aprile 2024
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Ispezione di Pagliaro al polo oncologico del “Fazzi”: «Struttura efficiente, ma si può fare meglio» – VIDEO

Dopo la “pausa estiva” le ispezioni del consigliere regionale Paolo Pagliaro, capogruppo de La Puglia domani e presidente del Movimento Regione Salento, nelle strutture sanitarie della Asl di Lecce riprendono dal polo oncologico dell’ospedale Vito Fazzi del capoluogo salentino.

«Ho potuto constatare la grande professionalità e disponibilità umana del personale sanitario, che ha compreso lo spirito partecipativo della mia ispezione mettendo in evidenza anche carenze e criticità», sottolinea Pagliaro evidenziando che «anche qui ho riscontrato penuria di medici, oss e infermieri. Un problema che rende impossibile anche l’attivazione di nuovi posti letto, di cui ci sarebbe bisogno».

Nella sua ispezione, Pagliaro è partito dall’accettazione: «Lo sportello del COrO (il Centro di orientamento oncologico) è attivo dal lunedì al venerdì, dalle 11 alle 12. Dalle 9 alle 11, invece, è raggiungibile telefonicamente, ma per far fronte alla mole di chiamate è necessario potenziare questo servizio con altri operatori dedicati e un centralino che consenta agli utenti di contattare il centro e il recupero delle telefonate in arrivo. I servizi del COrO non sono adeguatamente pubblicizzati, mentre andrebbero fatti conoscere per orientare i pazienti che ne hanno bisogno. Affidarsi al sito non basta», afferma Pagliaro. Il COrO del “Fazzi” tratta 43mila pazienti, 12mila sono le visite di controllo e 1.600 le prime visite all’anno. «Un’organizzazione complessa che segue i pazienti dalla prima visita oncologica fino agli esami diagnostici e alle terapie, offrendo anche sostegno psicologico», dice Pagliaro. «Ho evidenziato il problema delle lunghe attese per esami specifici, soprattutto per pazienti seguiti in altre strutture anche fuori regione, ed è emersa la necessità di attivare un Cup separato per questa specifica fascia di utenti, in modo da non intralciare il percorso terapeutico dei pazienti presi in carico direttamente dal COrO di Lecce, che fa parte della rete oncologica pugliese nata proprio per evitare la migrazione verso strutture extra regionali».

Sebbene l’archivio non riesca più a contenere il materiale da conservare, la vera emergenza, continua Pagliaro, «è la carenza di risorse umane: oss per supportare i pazienti ricoverati, spesso non autosufficienti; almeno 3 medici per fronteggiare adeguatamente la domanda crescente di assistenza oncologica: ci sono solo 12 specialisti per 23-24 pazienti al giorno, con un sovraccarico di lavoro difficile da sostenere».

Il reparto diagnostico «raccoglie radioterapia, medicina nucleare, radiologia, Tac, senologia, fisica sanitaria e Pet. Oltre alla carenza di personale – prosegue il capogruppo de La Puglia domani -, ho registrato l’assenza del capo dipartimento, figura di raccordo necessaria per coordinare servizi tanto delicati e complessi. Per la Radiologia è emersa la necessità di un filtro a monte, per indirizzare altrove i codici bianchi e verdi e dare spazio alle urgenze. Per la Senologia, a parte le emergenze che hanno una corsia preferenziale, i tempi di attesa per una mammografia sono in media di 12-18 mesi. Tempi inaccettabili. È stata fatta richiesta di un nuovo mammografo in aggiunta ai due al momento operativi, e di un monitor per la refertazione».

E ancora «la Pet-Tac rotta nel reparto di Medicina nucleare. L’inaffidabilità della macchina, spesso in riparazione, è un problema che ho evidenziato già ad aprile scorso e che è riemerso in questi giorni, dopo che ad un gruppo di pazienti è stato somministrato il radiofarmaco ma sono rimasti per ore in attesa di essere sottoposti all’esame, per poi scoprire che la macchina era di nuovo fuori uso. Oggi ho potuto visitare il cantiere della sala in cui verrà alloggiata la nuova macchina acquistata con fondi del Pnrr, in sostituzione di quella non più riparabile smantellata ad inizio aprile scorso, usurata dopo aver lavorato in doppio turno per nove anni. In attesa dell’avvio della nuova Pet-Tac, prevista per inizio ottobre prossimo, si lavora con un muletto collocato all’esterno, con grandi disagi per i pazienti che devono affrontare freddo, caldo e intemperie per raggiungere la struttura mobile. Una soluzione tampone e provvisoria che è diventata quotidiana ormai da cinque mesi. Giovedì scorso, poi, la macchina muletto ha dato forfait e solo oggi, durante il mio sopralluogo, è arrivato un tecnico da Napoli per provare a ripararla. Entro un mese dovrebbe essere operativa il nuovo apparecchio, e vigilerò sul rispetto di questo cronoprogramma perché si tratta di un esame importante che va garantito nel migliore dei modi».

Nel reparto di Genetica medica «non è più possibile eseguire il Nipt (test prenatale non invasivo). Ho scoperto nel sopralluogo di oggi che, dopo l’impugnazione della legge regionale che prevedeva l’erogazione gratuita del test per le donne over 40 o con alti fattori di rischio, l’esame viene eseguito gratuitamente solo all’ospedale Di Venere di Bari, mentre ci sarebbe bisogno di almeno altre due strutture per un riequilibrio territoriale: a Lecce e Foggia. Alle future mamme salentine, dunque, viene negata questa importante possibilità diagnostica sul territorio. Nell’Hub della Terapia del dolore, a cui accedono pazienti oncologici e non, mi è stata segnalata la necessità di posti a sedere per gli utenti in attesa. Richiesta effettuata da tempo ma ancora senza risposta».

A Oncoematologia pediatrica, poi, gli spazi sono «accoglienti, riservati al gioco e alla socializzazione e persino una cucina a disposizione delle mamme dei piccoli pazienti ricoverati, c’è l’esigenza di aumentare i 6 posti letto disponibili, ma manca il personale sanitario. È necessaria la presa in carico dei pazienti oncologici sotto i 18 anni, che hanno bisogni di cura specifici, con l’attivazione di un COrO dedicato che li prenda in carico e li segua nel percorso diagnostico e terapeutico».

Ad Ematologia «servirà un nuovo innesto di personale quando entreranno in funzione le camere sterili. Anche qui mi è stata evidenziata la carenza di risorse umane, spina nel fianco di un reparto che opera al meglio. Servono in particolare operatori sociosanitari, che rinforzino i pochi in servizio che già svolgono compiti extra come il trasporto dei campioni da analizzare e di altri materiali al Fazzi, usufruendo di un servizio navetta insufficiente».

Di tutte queste lacune, piccole e grandi, Pagliaro spiega che si farà «portavoce in commissione Sanità nell’audizione che chiederò di convocare al più presto. Sono certo che il Polo oncologico, già fiore all’occhiello della Asl di Lecce, possa migliorare la qualità della sua offerta sanitaria per i pazienti più fragili in modo da fermare l’emorragia verso altri ospedali, valorizzando le eccellenze professionali di cui dispone».

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