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mercoledì 17 Aprile 2024
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Nuovo rinvio per il processo Tap, polemiche in aula tra i legali delle parti civili

Polemiche in aula stamattina, dinanzi al Tribunale di Lecce, per l’ennesimo rinvio dell’inizio del processo su presunti illeciti commessi nella realizzazione del tratto terminale salentino del gasdotto Tap.

Il processo è cominciato due anni fa, ma non è mai andato oltre le questioni preliminari perché ha cambiato nel tempo quattro giudici.

Nel giudizio sono imputati la società costruttrice e 18 persone fisiche, tra cui il management dell’epoca di Tap, accusati, a vario titolo, di deturpamento di bellezze naturali, danneggiamento, violazione del Testo unico in materia edilizia e inquinamento idrico.

A disporre il rinvio di oggi il giudice monocratico Pietro Errede, subentrato alla sua collega Maria Francesca Mariano. Errede è il magistrato indagato nell’inchiesta della Procura di Potenza per corruzione e turbativa d’asta ed è stato appena trasferito dal Csm al Tribunale di Bologna, dove egli stesso aveva chiesto di andare. In attesa del trasferimento è stato applicato alla sezione del Tribunale di Lecce dinanzi alla quale si svolge il processo a Tap.

La sua posizione, e soprattutto quella del legale che lo difende a Potenza, che è anche il difensore di uno degli imputati del processo leccese, ha sollevato un presunto caso di incompatibilità inducendo lo stesso magistrato a rinviare l’udienza al prossimo 1 febbraio senza disporre la sospensione della decorrenza dei termini di prescrizione.

Questa decisione ha sollevato polemiche in aula tra i legali delle parti civili. Qualche ora dopo il presidente delle sezioni penali, Pietro Baffa, ha assegnato in maniera definitiva il processo al giudice Maria Francesca Mariano, già titolare del procedimento, fissando la prossima udienza al 10 novembre.

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