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sabato 20 Aprile 2024
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Pagliaro nel centro Pma di Lecce: «Spazi inadeguati. La Regione intervenga» – VIDEO

Proseguono le ispezioni del consigliere regionale Paolo Pagliaro, capogruppo de La Puglia domani, nelle strutture sanitarie della Asl di Lecce: oggi è toccato al centro di Procreazione medicalmente assistita (Pma) dell’ospedale “Vito Fazzi” del capoluogo.

Obiettivo della visita, spiega Pagliaro, è quello di «verificare lo stato di attivazione dei servizi». Il primo livello attualmente in funzione, riferisce il consigliere regionale, «è allocato in spazi angusti e sacrificati. Rilancio pertanto un appello al dipartimento Salute della Regione perché autorizzi subito, nelle more dell’accreditamento, il secondo livello che renderà effettivamente funzionale il centro Pma del “Fazzi”, dopo la intempestiva e dolorosa decisione di chiudere quello di Nardò interrompendo ogni attività e lasciando in sospeso le tante coppie che in quella struttura avevano trovato un solido punto di riferimento».

Gli spazi previsti provvisoriamente per i trattamenti Pma di secondo livello al Fazzi, nelle due sale operatorie 13 e 14 del vecchio blocco operatorio, continua il capogruppo de La Puglia domani, «sembrano ben organizzati e funzionali. Ma resta l’auspicio che l’intero centro Pma venga trasferito al primo piano del Fazzi, negli spazi della ex Cardiochirurgia oggi spostata al Dea, in modo che primo e secondo livello siano ospitati in un unico reparto. Ma resta l’incognita dei tempi di realizzazione di questo progetto».

Quello di Lecce, dice ancora Pagliaro, «potrebbe diventare uno dei centri di eccellenza a livello nazionale ed europeo e, una volta completata la struttura, potrebbe diventare addirittura un centro di terzo livello. Sono stati richiesti tre incubatori per il congelamento (vitrificazione) di ovociti ed embrioni più un quarto di ultima generazione dove fare crescere gli embrioni in celle separate. Grazie a videocamere e software di ultima generazione, questa apparecchiatura consente di seguire la crescita momento per momento e di selezionare gli embrioni che hanno maggiori possibilità di essere impiantati. Vi è anche un laboratorio per la preparazione del seme appositamente allestito per il secondo livello, uno dei pochi in Italia. Ho registrato l’esigenza di due ostetriche, che mancano nonostante ne sia stata fatta richiesta fin dai tempi in cui il centro era allocato a Nardò».

Al termine della sua ispezione, Pagliaro assicura che seguirà «con attenzione, passo dopo passo, ogni progresso annunciato affinché si interrompano le migrazioni verso il nord barese dove le liste di attesa sono lunghe e verso il centro e nord Italia, per consentire alle coppie del nostro territorio di poter essere seguite in un centro pubblico efficiente, per il quale combattiamo da lungo tempo. Già a dicembre del 2021 presentai una mozione per la riattivazione del centro Pma di Nardò, seguita da un’altra mozione e da due interrogazioni, mirate a restituire alle coppie leccesi e salentine il diritto a cure capaci di realizzare il loro sogno di genitorialità, in una regione maglia nera per culle vuote, senza attendere i tempi biblici della burocrazia e senza essere costrette ad emigrare», conclude.

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