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lunedì 26 Febbraio 2024
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Specchia, Cadorna sostituito da Gino Strada: il nipote del maresciallo d’Italia querela sindaca

Sarà il gip Silvia Saracino a decidere, il prossimo 2 febbraio, se archiviare definitivamente la questione, come richiesto dalla pm Erika Masetti, o rinviare a giudizio la sindaca di Specchia, Anna Laura Remigi, accusata di diffamazione dal colonnello Carlo Cadorna, nipote del maresciallo d’Italia, Luigi Cadorna.

Tutto ebbe inizio nel dicembre del 2022 quando a Specchia, accanto alla targa di intitolazione di via Cadorna venne affissa quella di via Gino Strada, fondatore di Emergency, con l’intenzione di avviare l’iter per cambiare il nome della strada.

«Intestare una strada a Luigi Cadorna è atto abominevole – disse in quell’occasione la sindaca Remigi – così come abominevoli erano le sue decisioni, responsabile dell’esecuzione diretta ed indiretta di decine di migliaia di soldati italiani stremati dalla fame, dal freddo, dalle malattie e da condizioni disumane, mandati a combattere come agnelli sacrificali, o decimati dagli stessi commilitoni costretti a sparare sugli amici. Al posto di Cadorna i posteri conosceranno Gino Strada, uomo di pace, medico volontario che, in zone di guerra, con i medici di Emergency, da lui stesso fondata, ha curato bambini, donne, anziani e soldati senza guardare in faccia nessuno».

Il nipote di Cadorna querelò la sindaca e ora si oppone alla richiesta di archiviazione del procedimento penale. L’accusa contestata è quella di diffamazione aggravata. «Il nostro obiettivo – afferma la sindaca Remigi – è di cambiare il nome della strada poiché è assolutamente legittimo. La denominazione di una via viene fatta perché si vuole indicare qualcuno che sia di esempio. L’esempio di uomo di pace, di una persona che ha salvato vite è la testimonianza più bella che si possa tramandare. Rivendico totalmente il diritto di una comunità di cambiare la denominazione della strada, togliendo il nome di un “uomo di guerra” e mettendo quello di un “uomo di pace”. Questo avverrà appena sarà ultimata la procedura. Il maresciallo Cadorna è morto più di cento anni fa, di lui possiamo dare un giudizio storico e non ritengo assolutamente di averlo diffamato. Che un nipote ultraottantenne possa essere rimasto offeso dalla dichiarazione di un sindaco del basso Salento, mi ha lasciato senza parole. Certamente non sarà il colonnello Cadorna a decidere delle strade di Specchia».

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