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sabato 24 Febbraio 2024
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Squinzano, bancomat accessibile ai disabili solo negli orari di apertura. Le associazioni: «Serve lo scivolo»

A Squinzano i disabili non possono accedere al bancomat delle poste negli orari in cui gli uffici sono chiusi. È indispensabile la presenza di un dipendente che azioni con il telecomando il montascale per consentire alle persone con disabilità di usufruire del servizio. Poste Italiane si scusa, chiede comprensione e propone soluzioni che i disabili, però, non ritengono idonee perché non conformi alla normativa vigente. Si chiede la realizzazione di uno scivolo.

«C’è una ratio nella scelta di lasciare il montascale disattivato. Dove sono stati lasciati attivi negli orari in cui l’ufficio è chiuso, spesso sono stati danneggiati e qualche ragazzino si è fatto male. Di fronte a una discriminazione oggettiva e innegabile, come azienda ci scusiamo, ma siamo costretti a chiedere la comprensione da parte dei portatori di handicap perché solo l’operatore sa come utilizzare quel macchinario e, in sua assenza, si possono creare situazioni di pericolo», spiegano da Poste Italiane. L’azienda sarebbe anche disponibile a «dare ai disabili residenti a Squinzano un telecomando per utilizzare il montascale in autonomia. Spostare il bancomat non si può perché si sconfinerebbe in un’altra proprietà».

Proposta però bocciata da Diego Petrelli, segretario dell’associazione “Disabili attivi”. «Sono palliativi che non hanno alcuna fondatezza legale. O si fa in modo che il montascale possa essere utilizzato attraverso la tessera bancomat oppure si deve fare lo scivolo. La proposta di Poste Italiane non è contemplata da nessuna normativa». Insieme a Salvatore Caputo, rappresentante del “Midu Sport handicap Puglia” e a Vincenzo Bandello presidente dell’associazione “Il sogno di Geppetto”, Petrelli porta avanti ormai da anni questa battaglia.

«Dare la chiave solo ai disabili di Squinzano creerebbe una discriminazione per un turista. La tessera bancomat può essere utilizzata da chiunque. Non mi risulta che lo spostamento del bancomat sconfinerebbe in un’altra proprietà. Alla luce delle leggi italiane, l’unica soluzione resta la realizzazione di uno scivolo che tutti potranno utilizzare autonomamente, senza dar luogo a situazioni discriminatorie», conclude Petrelli.

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