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martedì 16 Aprile 2024
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Migranti e vaccinazioni, il progetto “Su.Pr.Eme” premiato dall’Ue: «La Puglia è un modello di accoglienza» – VIDEO

«Abbiamo avuto il compito di coprire durante il Covid gli insediamenti agricoli del foggiano, oltre a fare un’accoglienza sanitaria complessiva, come se fossero dei cittadini residenti. E lo abbiamo fatto con un modello organizzativo inedito che ha messo insieme amministrazione regionale, Asl di Foggia, enti del terzo settore e Prefettura. Ci stupisce per certi versi questo premio perché la Puglia, in realtà, ha una pratica di accoglienza ormai datata, ci è sembrata piuttosto normale che chi arriva in Puglia abbia come primo passaporto di libertà il diritto alla salute, perché se sei sano sei libero di scegliere, sei libero di lavorare». Il direttore generale di Aress Puglia, Giovanni Gorgoni, commenta così il premio assegnato dall’Agenzia esecutiva europea per la salute e il digitale (HaDEA) al progetto “Su.Pr.Eme – Health care and vaccinations for undeclared, seasonal workers”, pensato per vaccinare lavoratori e lavoratrici migranti e stagionali durante la pandemia da Covid-19.

Il premio è stato consegnato stamattina nel teatro Kursaal Santalucia di Bari.

“Su.Pr.Eme” è parte di un’iniziativa guidata dal Ministero delle Politiche Sociali e del Lavoro che vede la Regione Puglia come capofila delle cinque regioni italiane partner del sud Italia (Puglia, Campania, Basilicata, Calabria e Sicilia) e coinvolge l’Ispettorato del Lavoro, l’Istituto Nazionale di Previdenza Sociale, l’Organizzazione Internazionale per le Migrazioni (OIM) e il Consorzio NOVA Onlus. A coordinare le attività progettuali per conto della Regione è l’A.Re.S.S. (Agenzia Regionale per la Salute e il Sociale).

Il riconoscimento dell’HaDEA giunge nell’ambito dell’iniziativa triennale paneuropea “Overcoming vaccination obstacles” che affronta gli ostacoli fisici, pratici e amministrativi alla realizzazione dei programmi vaccinali. L’agenzia ha indicato tra i cinque progetti più promettenti.

«La Puglia è regione di accoglienza, non soltanto turistica, non soltanto per le aziende, non soltanto per chi decide di trascorrere un periodo della vita qui, ma anche e soprattutto per gli ultimi, per i fragili, per coloro che non hanno numeri, non hanno nome, non hanno nessuna anagrafe in cui essere inseriti», commenta Rocco De Franchi, responsabile della Comunicazione Istituzionale della Regione. «Questo riconoscimento – aggiunge – è la dimostrazione che si può fare tantissimo anche con i pochi mezzi a disposizione se c’è il capitale umano: grazie all’abnegazione degli operatori sanitari, dei volontari, delle persone di una filiera interistituzionale che funziona hanno dimostrato di saper scrivere una pagina bellissima per la Regione».

La Puglia, precisa il project advisor HaDEA Carlos Joao, «ha offerto una nuova possibilità di integrazione e di inclusione offrendo un nuovo contesto, un contesto anche maggiormente dignitoso. Ecco perché il progetto può diventare di grande ispirazione per Paesi che hanno una problematica complessa e può essere di incoraggiamento a sviluppare delle politiche sanitarie per superare ostacoli alla vaccinazione anche negli altri Paesi europei».

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