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lunedì 26 Febbraio 2024
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Proposta di legge Omnibus, l’allarme della FplUil Puglia: «A rischio il sistema riabilitativo psichiatrico»

«Tra le pieghe della proposta di legge Omnibus ci sono tre articoli che potrebbero minare l’equilibrio del sistema riabilitativo psichiatrico, smantellando i principi cardine della legge Basaglia». A lanciare l’allarme è Paola Bruno, segretaria generale della FplUil Puglia, in riferimento alla proposta di legge in discussione, in questi giorni, nelle commissioni del Consiglio regionale pugliese.

«La possibilità di trasformare le case per la vita (o famiglie) in strutture riabilitative assistenziali psichiatriche (Crap) – spiega Bruno – si muove in una direzione opposta a quanto di buono fatto dalla Basaglia in poi. Si tornerà alle strutture chiuse, moderni manicomi, in un contesto, quello pugliese, che è in equilibrio da qualche anno e non necessità di ulteriori strutture intensive in relazione al numero di pazienti psichiatrici presenti sul territorio».

Per la sindacalista «sorge il dubbio che le motivazioni non siano rivolte al benessere dei pazienti, ma che ci siano motivazioni economiche volte ad ottenere un accreditamento che potrebbe valergli il doppio in termini economici».

Gli articoli a cui Bruno fa riferimento sono il 10, il 13 e il 18 che prevedono «che le case per la vita possono essere riconvertite in Crap estensiva. Passando così da uno strumento (le case per la vita) organizzato per favorire la vita comunitaria e l’integrazione sociale degli ospiti ad una struttura chiusa dove i pazienti non hanno essenzialmente possibilità di integrazione sociale».

Se questa proposta di legge dovesse essere approvata, aggiunge, «si faranno passi indietro nella gestione dei pazienti psichiatrici, ai quali non si forniranno servizi in più ma saranno ghettizzati. Inoltre questa misura porterebbe un aggravio per le casse della Regione stimato in 150 milioni. Già lo scorso anno la sanità pugliese ha dovuto far fronte ad un disavanzo di 400 milioni. Con l’Omnibus si va a disequilibrare un comparto della sanità pubblica che da anni è in equilibrio e nel quale non esistono tavoli di crisi», conclude Bruno.

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