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venerdì 23 Febbraio 2024
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Sciopero generale al Sud: in 10mila in piazza a Bari. Bombardieri: «Il Governo non fa le cose giuste» – VIDEO

Sono più di 10mila i lavoratori che stamattina si sono ritrovati in piazza della Libertà, a Bari, in adesione allo sciopero generale delle regioni del Mezzogiorno indetto da Cgil e Uil per protestare contro i problemi irrisolti dalla manovra del Governo, perdita del potere d’acquisto dei salari e delle pensioni, il mancato rinnovo dei contratti, la sicurezza sul lavoro, il fisco, la previdenza, il welfare.

Nel capoluogo pugliese al corteo partecipa anche il segretario generale della Uil, Pierpaolo Bombardieri.

«Queste piazze, queste persone, questi lavoratori chiedono risposte sui salari, sulla sicurezza sul lavoro, sulle pensioni. Il governo non sta facendo le scelte giuste», ha affermato Bombardieri. «Avevamo chiesto di dare maggiore attenzione al rinnovo dei contratti – ha aggiunto -. Ci sono otto milioni di lavoratori che hanno il contratto scaduto, soprattutto nel settore del commercio e del turismo, e le controparti non solo non danno risposte ma dicono che non capiscono perché ci sarà uno sciopero il 22 dicembre. Sono lavoratori – ha precisato – che stanno fianco a fianco dei titolari delle aziende, che non ce la fanno ad arrivare alla fine del mese, che hanno i part-time. Le controparti chiedano a loro perché scioperano».

Sul Mezzogiorno: «Il Sud è ancora più indietro. La manovra lo penalizza»

«In questa Regione e nel Mezzogiorno ci sono una serie di crisi sulle quali non abbiamo risposte. Siamo in attesa di capire sull’ex Ilva cosa farà il governo. Noi rischiamo di perdere l’Iva e il governo dorme». Ha detto ancora Bombardieri. «Il Sud – ha aggiunto – con questa manovra è ancora più indietro, ci sembra abbandonato. Non vediamo – ha detto – interventi diretti per dare un’idea di sviluppo del Mezzogiorno, non vediamo investimenti, neanche quelli previsti dal Pnrr che sono stati spostati e non capiamo dove saranno presi i soldi».

«I giovani del Sud non sono figli di un Dio minore»

«I giovani che sono qui non sono figli di un Dio minore. Dove sono gli investimenti per il sistema sanitario? Dite che blocchiamo il Paese, ma come si pensa di dare un futuro se si vuole fare una Zes unica?», ha detto ancora Bombardieri. «Spiegateci come pensate di risolvere il problema dell’Ilva – ha aggiunto, interrogando il governo -. Il tempo passa e lo stabilimento rischia di chiudere. Diteci come intendete dare risposte alla Bosh, alla Marelli. Diteci come intendete affrontare la transizione climatica e dare risposte per le politiche industriali».

Bombardieri ha chiarito che «non accetteremo alcun attacco al diritto costituzionale allo sciopero dal ministro Salvini. I lavoratori lo sciopero se lo pagano. Se Salvini vuole fare camminare i treni, si faccia dare dalla Meloni il trenino di Lollobrigida, che lo fa fermare dove vuole».

A Salvini: «Il ministro rispetti chi muore sul lavoro»

Bombardieri ha poi commentato le parole del ministro dei Trasporti, Matteo Salvini, sullo sciopero che ieri ha coinvolto il settore ferroviario dopo l’incidente che si è verificato in Calabria. «È indegno il fatto che muoiano persone sul lavoro», ha detto. «Il ministro Salvini dovrebbe avere rispetto delle persone che perdono la vita lavorando», ha aggiunto evidenziando che «un vicepresidente del Consiglio di questo paese non si può permettere di dire a chi sciopera, perché si sono perse due vite umane, che c’è una situazione indegna rispetto ai viaggi e ai treni. Dovrebbe – ha detto – avere rispetto di chi perde la vita e di chi paga con una giornata di lavoro per fare lo sciopero».

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