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domenica 3 Marzo 2024
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Ex Ilva, le aziende dell’indotto bloccano la fornitura di beni e servizi. Prosegue la protesta degli autotrasportatori

Non si ferma la protesta delle aziende dell’indotto dell’ex Ilva di Taranto che continuano a chiedere garanzie sui crediti maturati nei confronti di Acciaierie d’Italia, pari a 120 milioni di euro.

L’Aigi, associazione che riunisce l’80% delle imprese con alle dipendenze circa 4mila lavoratori, ha bloccato la fornitura di beni e servizi, garantendo solo la manutenzione delle batterie degli altiforni per «garantire l’incolumità pubblica».

Prosegue, inoltre, anche la protesta degli autotrasportatori aderenti a Casartigiani che sono in assemblea permanente nell’area della portineria C.

Le aziende temono di perdere i propri crediti in caso di ricorso all’amministrazione straordinaria per l’ex Ilva, così come accadde nel 2015.

Aigi, che venerdì scorso è stata protagonista di una iniziativa di mobilitazione, con corteo e blocchi stradali, sottolinea che non c’è «nessuna garanzia sui crediti esigibili dalle aziende dell’indotto, nessuna garanzia sul futuro di una delle fette più consistenti della economia di terra ionica». E la «call con i ministri delle Imprese e del Lavoro, Urso e Calderone [che si è tenuta sempre venerdì scorso, ndr], non ha schiarito le nubi che incombono sulla testa delle aziende dell’appalto ex Ilva».

In particolare, rileva Aigi, il ministro «Urso ha risposto picche alle pressanti richieste di Aigi in relazione al recupero dei crediti ed ha invitato le aziende dell’indotto, al fine di ottenere garanzie sul recupero dei crediti esigibili, ad interloquire con l’amministratore delegato di Adi, Lucia Morselli, affinché il socio di maggioranza anticipi il ricorso all’amministrazione straordinaria. Uno scaribarile». L’associazione non esclude «nuove e clamorose iniziative di protesta».

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