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martedì 5 Marzo 2024
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Michele Misseri continua ad autoaccusarsi. L’avvocato: «Credo che per ora non torni ad Avetrana»

«Credo che per un po’ resterà dove si trova adesso». Così Luca La Tanza, avvocato di Michele Misseri, 69enne di Avetrana tornato ieri in libertà dopo aver scontato la condanna a otto anni di reclusione per la soppressione del cadavere della nipote 15enne Sarah Scazzi, uccisa e gettata in un pozzo il 26 agosto del 2010.

La Tanza afferma di non sapere «quando tornerà ad Avetrana. Io ho concluso il mio compito. Non ho nemmeno una sua utenza cellulare. Mi chiamerà con quella nuova nei prossimi giorni», aggiunge.

Via Deledda, la strada in cui si trova la villetta ad Avetrana, continua a essere interdetta al traffico veicolare con un presidio di polizia e carabinieri. Sul posto ci sono ancora cronisti e cameraman, anche se meno di ieri, che attendono il ritorno a casa di Misseri, figura chiave dell’inchiesta sull’assassinio della ragazzina, che ha fornito innumerevoli versioni sul delitto, prima autoaccusandosi, poi chiamando in correità Sabrina e in seguito scaricando ogni responsabilità sulla figlia.

Misseri, che ora si trova in una località segreta, ha preso accordi con la redazione della trasmissione Quarto Grado, di Mediaset, per un’intervista in esclusiva, parte della quale è stata trasmessa ieri sera nella puntata di Zona Bianca.

«Sono io il colpevole, è la verità. Io da assassino fuori e quelle da innocenti in carcere», ha ribadito riferendosi a moglie e figlia. «Non è giusto, la legge – ha aggiunto – non ha fatto le cose giuste».

Per l’omicidio scontano l’ergastolo Cosima Serrano e Sabrina Misseri, moglie e figlia secondogenita di Michele.

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