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martedì 16 Aprile 2024
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Taranto, l’appello del vescovo contro le guerre: «Quanti schiavi ancora nel mondo»

Il sole ieri ha accompagnato il desiderio di tradizioni dei tarantini che hanno seguito gli ultimi passi dell’Addolorata e i primi della processione dei misteri. Il giorno più importante per la città dei due mari che si raccoglie attorno ai suoi riti abbracciandoli con la fede. Nell’occasione dell’uscita della processione dei Misteri, il vescovo Ciro Minisero è tornato a chiedere una preghiera speciale per fermare la guerra.

«Gesù cade sotto le bombe di Gaza e dell’Ucraina, le sue vesti sono divise fra popoli che hanno la presunzione di contendersi i territori invocando il nome di Dio», afferma mons. Minisero. «Vediamo l’innocente che paga con la vita la cattiveria. Quanti scherni all’indirizzo della dignità umana vilipesa in ogni modo. Quanti schiavi ancora nel mondo, tutti simbolicamente legati a quella colonna. Nel Cristo denudato, assetato e solo, ci sono tutti i poveri del mondo, le persone abbandonate», sottolinea l’arcivescovo.

I riferimenti alla contemporaneità si rincorrono nelle parole di mons. Miniero, così come quelli alla fede. «In me come in voi», ha affermato, «ci sono tanti pensieri augurali a cominciare dalla pace del mondo, dalla fine della guerra, da un miglioramento delle situazioni economiche delle famiglie, dalla mancanza di lavoro… mettiamolo in conto ma non dimentichiamo l’essenziale. Buona Pasqua. Vi lascio con una domanda: “a Pasqua avrete ancora un ramoscello d’olivo? Se il parroco è ancora più gentile, vi darà un po’ d’acqua santa per benedire da parte del papà il pranzo pasquale prima di consumarlo. Fate la prova. Ve lo consiglio e ve lo auguro», ha concluso mons. Miniero.

La Pasqua di quest’anno ha rinnovato e rafforzato anche il legame tra L’Edicola e i riti tarantini, grazie allo speciale di sedici pagine, diffuso con il giornale giovedì scorso, e alla mostra al teatro Fusco di foto dedicate alle processioni. Una occasione di riflessione sull’importanza delle tradizioni che di anno in anno si rinnovano, coinvolgendo le nuove generazioni.

Un appuntamento realizzato grazie all’impegno di tante persone, tra cui Rosa Cacace, Associazione Liberarte (per averci prestato i cavalletti), il Panifico Doro – Via Cesare Battisti, l’amministrazione comunale tramite l’assessora Angelica Lussoso, che ha permesso di utilizzare il Teatro Fusco, e il direttore Michelangelo Busco. Si ringrazia, inolte, Francesco Cazzato, titolare della Casa del Confratello, per la collaborazione e il supporto fondamentale in termini pratici, e per aver messo a disposizione oggetti e opere legate ai riti della Settimana Santa.

Un grazie che si allarga a tutti coloro che hanno collaborato e donato un loro articolo in termini di conoscenza dei Riti, in particolare il Priore dell’Arciconfraternita Antonello Papalia e Giovanni Ottomano per gli scatti meravigliosi esposti alla mostra.

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