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venerdì 19 Aprile 2024
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Amarezza in casa Bari. Mignani: «Questi ragazzi meritano gli applausi. Non siamo in lutto» – HIGHLIGHTS

Contenendo l’amarezza con grande fatica Michele Mignani ha analizzato la prova dei suoi nella finale di ritorno dei playoff di serie B ai microfoni di Telebari. «Purtroppo non ci sono tante parole. Mi sento di ringraziare tutti quelli che sono stati con me in questa stagione. Per me è stato il primo anno in serie B e il percorso è stato incredibile. Si è chiuso a un paio di minuti da un’impresa».

Il tecnico biancorosso ha fatto fatica a commentare l’epilogo del match: «Quando si arriva all’ultima partita è normale non essere leggeri come alla prima. Prendere il palo a 10’ dalla fine e poi prendere il gol quando mancavano un paio di minuti… Vuol dire semplicemente che doveva andare così».

Sull’applauso del San Nicola dopo il fischio finale: «Me lo sono perso perché sono sceso negli spogliatoi ma i ragazzi lo meritavano. Applaudiamo simbolicamente tutta la città di Bari e tutti quelli che ci hanno accompagnato. Mi è sembrato di vivere un sogno insieme alla nostra tifoseria. Ora c’è poca voglia di pensare al futuro».

Il tecnico poi ha aggiunto in sala stampa: «Abbiamo sempre preparato le partite per fare male all’avversario ma non si gioca da soli. Nel primo tempo siamo stati un po’ contratti, timorosi, timidi, poi siamo cresciuti. Negli ultimi minuti ci siamo abbassati e poi abbiamo preso il gol. Ci sono stati dei cambi forzati (Di Cesare e Ceter ndr). Volevo far qualcosa di diverso ma non posso dire nulla ai ragazzi. Li ho abbracciati tutti quanti, hanno dato tutto ciò che avevano nell’arco di una stagione. Il sogno è finito in maniera dolorosa, ma bisogna andare avanti».

Sul morale dei suoi giocatori: «I ragazzi sono dispiaciuti. Ci abbiamo creduto, tanto, lo abbiamo dimostrato. Hanno detto che non potevamo competere per la A ma tutti hanno dato un segnale diverso. Ho salutato di sfuggita il presidente e il direttore. Non siamo in lutto, ma ora c’è poco da dire. Ha vinto una squadra forte a cui vanno fatti i complimenti, con un allenatore che ha fatto la storia. Gli stringo la mano e vado avanti».

Umore opposto per Claudio Ranieri: «Cagliari mi ha dato tanto, mi ha fatto diventare allenatore, mi ha voluto bene. Ritornare era una grande incognita, avevo una grande paura di non centrare quello che tutto il popolo sardo sperava che io facessi – ha detto in sala stampa -. Dentro di me per le partite che abbiamo perso, quando le cose non andavano, soffrivo. La vittoria mi appagava poco, la sconfitta mi distruggeva. Fortunatamente siamo riusciti a raggiungere la meta».

Il tecnico romano ha reso onore ai vinti: «Se temevamo di non farcela? Quando giochi contro una squadra come il Bari, che può colpirti in ogni momento, metti in preventivo che possono farti gol. Siamo stati attenti e giudiziosi come non lo siamo stati in casa. Il Bari ha fatto una partita meravigliosa all’andata, è stato un bene per noi pareggiare perché il Bari se avesse vinto 3-1 non avrebbe rubato niente. Dopo l’andata ho detto ai ragazzi che i nostri avversari Potevano vincere e non l’hanno fatto, e che dovevamo essere compatti e fare la nostra partita. Futuro? Io ho fatto un contratto di 6 mesi più due anni. Dove metto questa impresa? Nei primissimi posti della mia carriera».

Ranieri ha anche invitato i suoi tifosi a non inveire contro i biancorossi e a godersi la festa: «Alla fine ho chiesto rispetto, inutile sprecare energie per tifare contro. I giocatori e il pubblico del Bari sono stati meravigliosi. Abbiamo vinto noi, godiamoci la vittoria. Mignani? Gli ho già fatto i complimenti all’andata. Mi piace come fa giocare la squadra, è un allenatore giovane e posato, gli auguro ogni bene. Pavoletti? Ha fatto il suo (ride ndr)».

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