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lunedì 15 Aprile 2024
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Lucera, sindaci a confronto per la candidatura a Capitale della Cultura 2026: «Grande capacità di fare rete»

«La candidatura di Lucera e dei Monti Dauni a Capitale italiana della cultura 2026 è l’espressione di un pezzo della Puglia che ha imparato, in questi anni, a fare rete e a generare connessioni che fanno crescere il valore di un contesto ambientale, paesaggistico e culturale unico». Lo ha detto il vicepresidente della Regione Puglia, Raffaele Piemontese, intervenendo stamattina sul palco del teatro Garibaldi di Lucera, all’evento organizzato per lanciare il Documento dei Sindaci di Lucera degli ultimi 50 anni, il documento “Le Città pugliesi già finaliste della Capitale italiana della cultura (Bari, Taranto, Bitonto, Mesagne e Monte Sant’Angelo)” e il “Manifesto dei borghi per la cultura: dai Monti Dauni una proposta ai borghi d’Italia”, nell’ambito delle attività che si stanno moltiplicando per completare, entro il 27 settembre prossimo, il dossier di candidatura della città sveva come capofila dei Monti Dauni e unica in Puglia che concorre tra le 26 città italiane e unione di Comuni che hanno inviato la manifestazione d’interesse per il bando “Capitale italiana della cultura 2026”.

Con il vicepresidente Piemontese, all’evento hanno partecipato anche il presidente nazionale dell’Associazione nazionale dei Comuni italiani (Anci) e sindaco di Bari, Antonio Decaro, e i 29 primi cittadini dell’area dei Monti Dauni.

La Regione Puglia è l’unica in Italia ad aver istituito, peraltro, il titolo di Capitale della cultura di Puglia, che viene conferito alla città pugliese che riesce ad arrivare nella short list delle 10 finaliste a Capitale italiana della cultura.

Il premio assegnato è pari a un importo di 300mila euro che finanzia l’attuazione dei migliori progetti presentati nel dossier di candidatura. Se Lucera dovesse arrivare tra le 10 finaliste, avrà quindi la certezza di essere Capitale della cultura di Puglia 2025 e avrà il sostegno della Regione, come già accaduto a Bitonto, Taranto, Bari, Mesagne e Monte Sant’Angelo, di cui stamattina sono state condivise esperienze e testimonianze del processo positivo innescato dal bando del Ministero della Cultura e dal sostegno della Regione Puglia.

Piemontese ha sintetizzato le politiche regionali che hanno fatto diventare la cultura il principale strumento per migliorare la qualità della vita dei cittadini pugliesi, con i nuovi fondi europei 2021-2027 che ruoteranno attorno all’idea di welfare culturale oltre che di welfare turistico: di un turismo, cioè, che si basa su comunità che vivono bene le relazioni sociali e con il proprio patrimonio culturale.

«La cultura, specie nei borghi di cui, in Italia e in Europa, si sta riscoprendo l’importanza come luoghi dove poter vivere o poter lavorare, se dotati di servizi, infrastrutture e tecnologie si mette al servizio di una diversa idea delle relazioni tra le persone, dei luoghi che si abitano, della terra che si coltiva, dei mestieri antichi e nuovi che possono essere esercitati in contesti che non fanno perdere le connessioni con il mondo», ha sottolineato Piemontese. «Proprio grazie al veicolo del progetto Capitale della cultura – ha aggiunto -, quelle connessioni moltiplicano il valore di un contesto naturale, paesaggistico e culturale unico; d’altronde, la figura emblematica di Federico II, così centrale nella storia di Lucera, della Daunia e della Puglia, è quanto di più potente possa essere messo a servizio di un’idea di Mezzogiorno e di Italia che sanno essere protagoniste di una nuova storia nel Mediterraneo», ha concluso.

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