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sabato 2 Marzo 2024
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Taranto, Melucci ci ripensa e si sospende da Italia Viva: «Nell’interesse esclusivo della città»

Rinaldo Melucci, sindaco di Taranto, ha deciso di «sospendersi da ogni impegno con Italia Viva», partito a cui aveva aderito dopo aver abbandonato il Partito democratico, «nell’interesse esclusivo della città».

Lo si apprende da una nota di Palazzo di Città in cui viene fornito un «aggiornamento sulla situazione politica».

Il primo cittadino aveva accolto in maggioranza i consiglieri di Italia Viva provocando un terremoto politico con le segreterie regionali dei partiti di centrosinistra che hanno prima annunciato la fuoriuscita dalla maggioranza e poi lanciato un ultimatum al primo cittadino: ripristinare la maggioranza originaria, estromettendo i consiglieri di Italia Viva. In caso contrario avrebbero dato indicazione di non votare o votare contro il bilancio preventivo che domani sarà discusso in Consiglio comunale.

Melucci nei giorni scorsi ha azzerato la giunta e le società partecipate. Oggi quattro consiglieri su sei che avevano aderito a Italia Viva, diventato nel frattempo il gruppo consiliare più nutrito, hanno comunicato di essere tornati nelle liste civiche in cui erano stati eletti a giugno dello scorso anno.

«Senza voler discutere il merito di certe richieste che attengono alla libertà delle persone – rileva Melucci – ci sembra che il perimetro della originaria maggioranza sia stato del tutto ripristinato, insieme all’azzeramento degli organismi già eseguito».

Melucci fa presente che «nonostante l’apertura al confronto pubblicamente presentata, se si escludono le pressioni degli ultimi giorni, nessuna iniziativa formale è stata proposta all’amministrazione comunale da parte dei livelli regionali dei partiti di centrosinistra, fino a questo momento». E aggiunge che «rispetto alle richieste dei partiti succitati non permangono, perciò, elementi critici in relazione alla regolare discussione del bilancio preventivo del Comune di Taranto, già fissata per la data di domani, 19 dicembre. La responsabilità ora è correttamente tutta nelle mani dei consiglieri comunali».

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