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lunedì 15 Aprile 2024
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Mafia e colletti bianchi a Bari. Il procuratore nazionale Melillo: «Un quadro allarmante del clan Parisi» – VIDEO

«Un quadro allarmante del clan Parisi e delle organizzazioni che ruotano attorno». È il procuratore nazionale antimafia Giovanni Melillo – intervenuto alla conferenza stampa a seguito dell’operazione che stamattina ha portato all’arresto di 137 persone nel Barese – a evidenziarlo.

Ha parlato di una «vocazione universalista tipica delle organizzazioni mafiose, la tendenza a occupare qualunque spazio dell’economia legale per ricavare guadagni»

Sono 137 le misure cautelari eseguite stamattina dalla Polizia di Stato e riguardano persone appartenenti o contigue al clan mafioso Parisi-Palermiti. Agli indagati sono contestati, a vario titolo, i reati di estorsione, porto e detenzione di armi da sparo, illecita commercializzazione di sostanze stupefacenti, turbata libertà degli incanti, estorsione commessa nell’ambito di competizioni sportive, tutti reati aggravati dal metodo mafioso.

Ci sarebbero state, inoltre, ingerenze da parte dei clan Parisi-Palermiti e Strisciuglio nelle elezioni comunali del 26 maggio 2019 a Bari e avrebbero riguardato, in particolare, l’elezione, poi avvenuta, di un consigliere.

Contestualmente all’esecuzione dei provvedimenti cautelari personali, nei confronti di 16 indagati, sono stati sequestrati beni per un ammontare complessivo di circa 20 milioni di euro: si tratta di immobili, tra appartamenti e capannoni industriali, quote di società commerciali, industriali e di servizi, conti correnti bancari e postali, auto e beni di lusso.

Le indagini avrebbero documentato l’operatività e pericolosità dell’organizzazione mafiosa e consentito anche di registrare la celebrazione di cerimonie di affiliazione secondo il rituale di origine ‘ndranghetista, la consumazione di estorsioni, l’ingente disponibilità di armi pronte all’uso, ma anche l’ingerenza del clan in diversi settori della vita sociale, amministrativa e imprenditoriale del territorio, comprese pesanti interferenze nei confronti di alcune società sportive, tanto da alterare gli esiti di due partite di calcio dei campionati di Promozione e di Eccellenza, nelle stagioni 2017-2018, che vedono coinvolti l’Altamura e il Corato.

Le indagini – coordinate dalla Procura distrettuale antimafia di Bari – sono partite nel 2016 e sono state condotte anche attraverso pedinamenti e intercettazioni – telefoniche, telematiche e ambientali – che in una circostanza avrebbero consentito anche di sventare un omicidio. Durante le indagini sono state sequestrate 30 armi da fuoco tra pistole e mitragliatrici, tre silenziatori e oltre 700 cartucce di vario calibro, sostanze stupefacenti, somme di denaro con arresti in flagranza di reato. Gli inquirenti si sono avvalsi anche delle testimonianze di alcuni collaboratori di giustizia.

Il livello di infiltrazione del clan in alcuni settori della vita politica e imprenditoriale del territorio avveniva anche attraverso la collocazione di alcuni loro sodali come accaduto, ad esempio, per il nipote e il fratello del capo, in maniera da essere presenti all’interno di una società partecipata comunale e una nota società di automotive: si tratta dell’Amtab e di Maldarizzi che sono state poste in amministrazione straordinaria.

Il Tribunale sezione misure di prevenzione ha disposto il sequestro di un complesso immobiliare nei confronti di uno degli arrestati, l’ex consigliere regionale Giacomo Olivieri. Sua moglie, Maria Carmen Lorusso, consigliera comunale di Bari, è stata posta agli arresti domiciliari, così come suo padre, l’oncologo Vito Lorusso.

Il video in questo articolo è a cura di Umberto Sperti.
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